PREGHIERE PENITENZIALI
14 • 04 • 2025
–In questa pagina raccogliamo le preghiere penitenziali di quest’anno.
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Spunti per una preghiera penitenziale:
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Alla luce del Vangelo ascoltato in Avvento
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Contemplando la Passione del Signore
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È un contributo nella linea delle indicazioni che l’Arcivescovo ha scritto nella sua lettera pastorale, in riferimento in particolare al giubileo:
“L’annuncio della salvezza, la proclamazione del Vangelo, la pratica della lectio perché la Parola di Dio sia lampada per il cammino della vita, invitano ad accogliere il dono della vita nuova. La “vita vecchia” è insopportabile: basta con il peccato! L’anno del Giubileo offre l’occasione provvidenziale per sperimentare che il fastidio, la noia, lo scoraggiamento, la scarsa stima di sé che il peccato insinua in noi non si riducono a sospirare una liberazione, a dire “basta!”, ma ci chiamano a metterci in cammino come pellegrini di speranza per ottenere il perdono e la bellezza, la gioia della vita di Dio in noi. Per reagire al rischio della banalità, per dissolvere le nebbie della confusione, per essere sinceri nel confronto con il Signore ed evitare di giustificare tutto quello che si fa non basta considerare i pericoli dell’ostinazione nel male, l’oppressione dell’irrimediabile. Lo sguardo rivolto al Signore crocifisso, l’ascolto della Parola di Dio e dell’insegnamento della Chiesa ispirano la coscienza del peccato e la verità del pentimento. I percorsi penitenziali e il sacramento della Riconciliazione sono risposta alla Parola del Signore che suscita la fede: nella fede la coscienza di ciascuno è illuminata per riconoscere il bene ricevuto e rendere grazie, per riconoscere i propri peccati e chiedere perdono, per addolorarsi per il male compiuto e le relazioni rovinate e cercare la riconciliazione.
L’anno liturgico, ogni anno, e l’anno giubilare richiamano a conversione e a opere di penitenza perché il perdono di Dio ricostruisca libertà umiliate e vite sbagliate. La celebrazione dei santi misteri chiede di essere curata, compresa, partecipata perché sia esperienza della misericordia che riconcilia con Dio, con la comunità, con i fratelli e le sorelle. In questo anno in modo particolare è necessario che i fedeli che celebrano l’Eucaristia siano aiutati a essere attenti alle richieste di perdono per assumere l’atteggiamento grato dei peccatori pentiti e perdonati. Una specifica attenzione deve essere rivolta alla cura per la celebrazione del sacramento della Riconciliazione o Penitenza. Si deve aiutare a realizzare una preparazione adeguata, istruita dalla catechesi, sussidiata con sapienza e celebrata nelle diverse forme suggerite dalla Chiesa. La forma della confessione e assoluzione individuale è la più diffusa. È esposta al rischio di un’enfasi sproporzionata sul “dire i peccati”, piuttosto che sul celebrare la grazia del perdono. È esposta anche al rischio di essere una pratica troppo individualistica.
Pertanto è saggio proporre, motivare e curare la celebrazione comunitaria della Riconciliazione con confessione e assoluzione individuale. La riconciliazione con Dio è dono dello Spirito Santo che opera nel sacramento: il peccatore pentito riceve pace e perdono nella Chiesa per essere presenza viva nella Chiesa. La dimensione ecclesiale del peccato e della riconciliazione è troppo ignorata. La predicazione, le forme celebrative, la valorizzazione di momenti penitenziali comunitari possono essere di aiuto per quel sentirsi un cuore solo e un’anima sola che rende abituale pregare gli uni per gli altri, essere a servizio gli uni degli altri.“