Parola

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Il cammino della Parola nella nostra Comunità Pastorale ⇨ LEGGI


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La proposta dell’anno 2024-2025 ⇨ LEGGI


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Il Vangelo del mese–

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Vangelo 6

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Care amiche, cari amici,

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ogni volta che celebriamo l’Eucarestia, annunciamo tra di noi e al mondo intero la morte e proclamiamo la risurrezione del Signore Gesù, nell’attesa della sua venuta.

La nostra fede è generata dall’incontro con la sua morte e risurrezione. Abbiamo bisogno di farne un’esperienza concreta, intensa, rinnovata e segnata dallo Spirito così da percepire in modo vivo come la sua Pasqua genera il nostro stare al mondo.

Desideriamo sostare, assorti e partecipi, nella contemplazione della Passione del Signore? Riattiviamo i canali del silenzio, del raccoglimento, dell’ascolto… per immedesimarci nelle vicende della Passione

Nella quaresima del 2024 ci siamo messi in ascolto di Matteo 26.
Potete riprendere qui le tracce di quell’itinerario.

Ora proseguiamo con Matteo 27. Nel terzo annuncio della Passione (Mt 20), Gesù diceva ai suoi discepoli: 18“Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte 19e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà”.

Matteo 27 riparte dalla condanna a morte del Figlio dell’uomo. I capi religiosi lo consegnano ai pagani per far eseguire da loro la propria decisione. Strumentalizzano e trascinano il popolo in questa folle ingiustizia. Tutti gridano: sia crocifisso! Così accadrà a Gesù: deriso, flagellato, crocifisso…

Non vogliamo indulgere al dolorismo e, anzi, invitiamo a prenderne le distanze. Proprio nella massima intensità della Passione, gli evangelisti ci fanno conoscere Gesù: ama gratuitamente, incondizionatamente e fino alla fine, piantando così, nel cuore dell’umanità, la buona notizia di un amore unico e infinito: un amore disposto a dare la vita, una volta per tutte le volte, per sempre. La consegna di una volta, decisiva, dice che l’amore è fatto così, che la sua stoffa, la sua qualità, uniche al mondo, è questa: è un amore che ha amato, ama e amerà così sempre.

Belle parole…? No, ci sono i fatti della Passione. Lo Spirito Santo ci disponga a un rinnovato incontro con i fatti di questo amore.  

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Vangelo 6 – 1   Pilato             

Annunciamo la tua morte, Signore!  Matteo 27, 11-23

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 Vangelo 6 – 2    Pilato, Barabba, i soldati            

Annunciamo la tua morte, Signore!  Matteo 27, 24-31

 

Vangelo 6 – 3     Simone di Cirene          

Annunciamo la tua morte, Signore!  Matteo 27, 32-44     

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Vangelo 6 – 4     “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”          

Annunciamo la tua morte, Signore!  Matteo 27, 45-54       

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Care amiche, cari amici della Comunità,

buon anno 2025!

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È tempo di riprendere un po’ di dialogo spirituale attraverso l’ascolto del Vangelo.

Vorrei sostare insieme con voi sul bellissimo racconto dell’Epifania: i Magi, avanguardia delle genti e dei lontani, venuti da oriente, che incontrano il Bambino Gesù e sua madre.

Essendo un racconto molto noto, legato alla festa conclusiva del Natale, è commentato nelle Liturgie dell’Epifania e rischiamo di non riprenderlo più: tanto in poco tempo… Che ne dite se lo ripercorriamo insieme per alcune domeniche?

Vi ricordo che, nell’intento di sostare su “un” Vangelo al mese (o per un tempo liturgico), finora abbiamo dedicato attenzione

  • alla parabola degli operai della vigna (Mt 20, 1-16),
  • alla vicenda dei due malfattori crocifissi con Gesù (Lc 23, 36-43),
  • ad alcuni tratti della grande figura del profeta Giovanni il precursore (nel tempo di Avvento).

Alla luce del primo e del terzo racconto, abbiamo anche condiviso due preghiere penitenziali, secondo la proposta della confessio laudis, vitae, fidei.

Infatti, l’anno giubilare da poco iniziato in tutta la Chiesa, ci invita a un cammino di rinnovamento spirituale e di conversione alla luce della misericordia e alla riconciliazione sostenuta dalla speranza.

Ora, Vangelo 4:

il racconto dei Magi, narrazione che ci può far compagnia per le prossime domeniche “epifaniche”. È un racconto così ricco di spunti che ha suscitato nel corso dei secoli della tradizione cristiana parecchi elementi non presenti nel testo: i Magi sono diventati re, si è cercato di stabilire il loro numero (da 3 a 12…), i tre re hanno avuto un nome specifico, si è cercato di definire la provenienza, l’età, il colore della pelle, il significato dei loro doni… ecc… Aspetti interessanti, ma non presenti nel racconto. D’altronde, si sa, un racconto, una volta introdotto, comincia a vivere di vita propria, secondo la sensibilità, la cultura, le esigenze dei popoli e del cammino dei secoli…

Un motivo in più, questo, per tornare al “testo-così-come-si presenta” di Matteo 2, 1-12.

Non metto in conto, qui, un percorso di tipo esegetico, che ciascuno può approfondire, se lo desidera, approfondire personalmente (non mancano gli strumenti…).

Vi invito invece a metterci nei panni dei personaggi, calarci nella situazione, entrare nella loro (e nostra) vicenda.

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Vangelo 5

Cara Comunità, care amiche, cari amici,

nuovo mese, un nuovo ascolto del Vangelo. Nelle domeniche tra febbraio e marzo, prima di cominciare la quaresima, il nostro Lezionario ci consegna alcuni racconti davvero intriganti.

Desiderando crescere nella contemplazione delle scene evangeliche, le scene del Regno, siamo invitati, non tanto (o non soltanto) a conoscere-sapere-capire… quanto a un ascolto per immedesimarci, gustare, coinvolgerci con i sensi e gli affetti, con la mente, con il cuore, con la vita.

Entriamo nella vicenda del centurione di Cafarnao, così come ce la consegna il Vangelo di Matteo (8, 5-13).

  • Vangelo di febbraio: Mt 8, 5-13

La fede del centurione di Cafarnao – Prima parte

La fede del centurione di Cafarnao – Seconda parte

  • Vangelo di marzo: Lc 19, 1-10

Un uomo di nome Zaccheo – Prima parte

Un uomo di nome Zaccheo – Seconda parte

Un uomo di nome Zaccheo – Terza parte

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Care amiche, cari amici,

nelle ultime tre domeniche abbiamo voluto dare spazio al prezioso racconto dell’incontro tra Gesù e Zaccheo. È una vicenda sulla quale ci troviamo a lavorare con i ragazzi e i genitori nel cammino dell’IC, una storia importante.

Il nostro lezionario ce la annuncia ogni tre anni. È un’occasione da accogliere con attenzione.

In questa storia, scorgiamo “in piccolo” quanto accade tutti i giorni nelle relazioni personali, pubbliche, nazionali, mondiali.

Debolezza, lotta contro il proprio limite, ricerca della grandezza, soldi, potere, ingiustizia, dominio del più forte, rivalità, inimicizia…profondo bisogno di giustizia e di pace.

Chi ha le carte per offrire all’umanità una giustizia vera, una pace giusta, una relazionalità riconciliata, un posto per ciascuno nel mondo…?

In ogni epoca si presentano sulla scena dei falsi messia, che dicono di avere la soluzione in tasca, ma che, in realtà, fanno solo il proprio interesse, mettendo le basi per una rinnovata e ancora più forte inimicizia. Chi ci libererà dal circuito chiuso in cui continuamente come umanità ci dibattiamo?

Umilmente, con coraggio e amore vero, si fa avanti, nella speranza, un’umanità straordinaria, unica, piena di gratuità, disposto a perdere la propria vita, pronto a offrire una relazione alternativa e convincente per uscire dal circuito chiuso. Si chiama Gesù. Egli è la nostra speranza, la vera speranza di una vita degna di questo nome. È la speranza di un amore gratuito, disinteressato, a fondo perduto, pronto a dare la vita. È l’unica speranza per l’umanità.

Convertici, Signore a questa speranza! Fa che non ne diffidiamo e che finalmente decidiamo di lasciarci amare da un amore così, accogliendolo nelle nostre vite. Buona quaresima di conversione a questo amore! Fa’ che ci lasciamo amare da te, Signore Gesù!

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Cara amica, caro amico, cari genitori,

cari adulti della Comunità pastorale, come stiamo ad “ascolto del Vangelo”?

La Liturgia ogni domenica propone alcune pagine della Bibbia, perché possiamo udire la Parola che il Signore ci vuole rivolgere nello svolgersi, drammatico, della storia. Riusciamo a prestare attenzione a questa Parola? Ci trova attenti e disponibili all’ascolto e al dialogo nello Spirito?

Vero è che ne abbiamo bisogno, per noi e per i nostri figli, se vogliamo

  • tenere fisso lo sguardo su Gesù
  • udire nell’oggi la sua Parola
  • essere comunità che si lascia evangelizzare
  • condividere con chi incontriamo la speranza della Buona Notizia

Perciò, invitiamo nuovamente ad aprirci all’ascolto di un racconto evangelico al mese (o secondo un tempo liturgico): almeno uno, per fermarci, fare silenzio, assimilare, gustare, contemplare, condividere…

Quest’anno le tracce riguardanti il Vangelo mensile saranno meno frequenti. Si presenteranno come invito e come richiamo per promuovere sia l’incontro personale con la Parola sia la condivisione di quanto fiorirà (in dialogo con essa) con fratelli e sorelle (in comunità, in famiglia, tra amici…).

Ci lasceremo attirare dalla Parola? Accoglieremo con attenzione e disponibilità questo invito? La nostra fede, in quanto adulti, ci richiede di metterci in ricerca e in cammino. Andando oltre l’abitudine e un rapporto un po’ spento con la Parola, è tempo di dare spazio all’ ascolto del Padre che anche oggi “viene con molta amorevolezza incontro ai suoi figli ed entra in conversazione con essi” (come ci insegna Dei Verbum 21).

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26 • 09 • 2025

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