Vangelo di ottobre – 1
Matteo 20, 1-16
Il padrone di una vigna esce sulla piazza a diverse ore del giorno per assumere lavoratori. La sua offerta di lavoro a giornata si ripete dall’alba al tardo pomeriggio, ogni volta corrisposta da un gruppo di disoccupati. L’ingresso nella vigna a diverse ore del giorno comporta, ovviamente, una maggiore o minore prestazione d’opera, cui altrettanto ovviamente, stando alle regole della giustizia che esige di dare a ciascuno il suo, dovrebbe corrispondere una maggiore o minore paga, direttamente proporzionale alle ore lavorate. Ma il padrone della vigna, giunto a sera il momento della paga, non agisce come sembrerebbe ovvio e dovuto, bensì dà a tutti un denaro, indipendentemente da quante ore abbiano faticato nella vigna. Addirittura comincia a compensare gli ultimi assunti, prima ancora di provvedere alla ricompensa di coloro che fin dall’alba erano stati presi a giornata.
Con questo racconto-parabola il Signore Gesù oggi vuole parlare a noi, alla sua Chiesa, a coloro che si dispongono all’ascolto…
Entriamo nello spazio della preghiera
Facciamo silenzio fuori e dentro di noi. Invochiamo il dono dello Spirito Santo. Leggiamo con calma, con la mente e con il cuore, il brano degli operai per la vigna, con il desiderio di ascoltare il Signore che parla e vuole entrare in dialogo con ciascuno.
A tu per tu con il racconto evangelico
I personaggi, i verbi, le scene, cosa dicono, cosa fanno…in modo che la lettura mi permetta di riscoprire questo Vangelo ed entrare nel vivo di questa scena. Ci sono anche la paga (un denaro) una piazza, una vigna, il confronto con il regno dei cieli…
Mi metto nei panni di uno o più personaggi del racconto
Provo a immedesimarmi in uno dei personaggi del racconto: il padrone di casa, i lavoratori a giornata dell’alba, quelli delle 9, delle 12, delle 15, delle 17 (l’ora undicesima…), l’amministratore.
Alcune domande per l’ascolto e per la condivisione
- In quale personaggio mi sento invitato a immedesimarmi? Come vivo le ore di quella giornata di lavoro? Quali risonanze si muovono nel cuore e nella mente? Cosa sento, cosa dico?…
- Secondo le regole della giustizia, va dato a ciascuno il suo, in proporzione alle ore lavorate. In questa parabola, il padrone della vigna fa così per quelli dell’alba, come da contratto stabilito con loro. Non fa così però con quelli delle altre ore. Evidentemente segue altri criteri. Ne intravedo qualcuno? Li condivido?
- Per quanto mi riguarda, preferisco un rapporto con Dio regolato dal do ut des (a prestazione, proporzionale ricompensa) oppure mi lascio sorprendere dalla logica della sua gratuità e generosità?
- Sono contento che il padrone della vigna pensi anche a chi ha minore opportunità di lavoro, perché arriva dopo? Sono contento che si preoccupi che anche le famiglie di quelli dell’ultima ora possano beneficiare della paga necessaria per un giorno? Sono contento che, come l’onda del mare, questo padrone gratuitamente torna e ritorna per raggiungere tutti quelli che incontra?
- Questo mi allarga il cuore oppure non mi persuade, perché voglio quanto mi spetta, secondo il merito e non secondo il bisogno di ogni giorno?
- Il mio occhio è cattivo perché Lui è buono?
Conclusione in preghiera
Cosa mi sento di dire al Signore riguardo al racconto della parabola? Quale preghiera sento che si muove in me? Cosa voglio chiedere al Signore? Mi sento mosso a lodare, ringraziare, benedire il Signore per qualcosa che, alla luce di questa parola, mi sta parlando di Lui e del suo Regno?