Giovanni… battesimo e annuncio

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06 12 2024

Giovanni…
battezzava nel deserto,
annunciava la venuta del “più forte” …

Cara Comunità, buon Avvento! Riprendiamo la proposta di una pagina del Vangelo.

Prima, però, facciamo il punto.

Vangelo 1. Abbiamo dedicato due tracce alla parabola degli operai nella vigna (Mt 20).

La seconda traccia ha offerto, a partire dalla parabola, un’importante preghiera penitenziale secondo la via della Confessio laudis/vitae/fidei.

Vangelo 2Per il racconto successivo, l’invito è stato quello di sostare nella contemplazione di Gesù sulla croce, con i due malfattori (Lc 23): due tracce di immedesimazione nel vissuto dei ladroni. Gesù: l’incontro con lui è la buona notizia, è l’ingresso nel suo Regno!

Abbiamo fatto attenzione (e spazio) a questa proposta semplice? Siamo riusciti a sostare e lavorare su questi Vangeli? Abbiamo trovato qualcuno con cui condividere questa Parola? Siamo una Comunità disponibile all’ascolto e al dialogo con la Parola del Signore?

Ora, Vangelo 3per andare a Gesù, ci mettiamo in ascolto di Giovanni, profeta che invita a un battesimo di conversione…      

                       

Entriamo nello spazio della preghiera

Facciamo silenzio fuori e dentro di noi. Invochiamo il dono dello Spirito Santo. Leggiamo con calma, con la mente e con il cuore, il brano di Marco 1, 1-8, con il desiderio di ascoltare il Signore che parla e vuole entrare in dialogo con ciascuno.

A tu per tu con il racconto evangelico

I personaggi: cosa dicono, cosa fanno, quali scene, quali verbi…così da poter entrare nel vivo della narrazione. Provo a mettermi nei panni di uno degli “attori” del racconto.

Spunti per l’ascolto e per la condivisione

Il testo su cui siamo invitati all’ascolto è “l’inizio” del “Vangelo” di Marco: un brano tanto conciso quanto denso di vita e di cammino.  Scegliamo perciò di soffermarci su alcuni aspetti, tra i vari possibili.

  1. “Deserto”: nella Bibbia c’è una ricca esperienza del deserto: luogo dell’incontro con Dio, luogo del cammino e della maturazione, luogo della prova e della tentazione, landa desolata e solitaria… L’uomo, quando per la propria sfiducia e diffidenza, è uscito dal “giardino” in cui Dio l’aveva posto, si è trovato nella realtà del deserto, luogo difficile e faticoso per vivere… Questo deserto dice, per differenza, la distanza dal “giardino” e dice l’incertezza, la precarietà, la rischiosità della vita in questo mondo…

    Come vive l’uomo del nostro tempo il rapporto con la terra? Quale consapevolezza del deserto?

  2. “Giovanni venne nel deserto…”: dopo parecchi secoli di silenzio della parola profetica in Israele, compare un profeta inviato da Dio. L’ultimo era stato Malachia (“messaggero del Signore”) e Giovanni Battista riparte da lui, dal capitolo 3 del suo annuncio profetico: Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via (Mc 1,2).
    Egli viene dentro questa condizione di deserto. Non siamo abbandonati in quella situazione. Dio manda il suo messaggero per rimetterci in cammino.
    Contempliamo il modo di essere di questo inviato di Dio: i suoi gesti, il suo abito, il suo cibo, il suo annuncio, la sua proposta di immersione… nell’esistenza di quest’uomo, nella sua esperienza spirituale, tutto parla.
    Venne Giovanni: un credente, un’esistenza matura, generativa, capace di aprire una via di futuro per il popolo, per noi…

    Cosa proviamo di fronte a Giovanni? Perplessi? Grati e riconoscenti del suo coraggio di venire a stare nel deserto per raccogliere un popolo disperso e metterlo in cammino verso la Terra Promessa?

    Immagino di incontrare, da vicino, a tu per tu, Giovanni: cosa gli vorrei confidare? Quali pensieri, quali attese, quale disposizione nei suoi confronti?

  3. “…un battesimo di conversione per il perdono dei peccati”: un cammino, l’indicazione di una strada per cambiare vita, per passare dalla distanza alla vicinanza, dalla diffidenza alla fiducia, dal deserto alla vita. Perdono dei peccati non va inteso in primo luogo in senso morale, ma dice un’esperienza di misericordia che tocca il cuore e lo riconsegna alla speranza nell’amore e nella vita che vengono da Dio.

    Sento il bisogno di un’immersione nella misericordia e nel perdono? Sento che la riconciliazione con me stesso e con gli altri non viene da me, ma dall’iniziativa gratuita di un perdono che mi viene offerto? Mi ci voglio lasciar immergere in questo perdono?

  4. Un grido per noi: Gesù, il più forte, l’uomo del sandalo (leggere Deuteronomio 25, 7-10), colui che immergerà nello Spirito di Dio! Tre primi tratti folgoranti di Lui…
    L’annuncio di Giovanni indirizza la nostra attesa nei confronti di Gesù.

    Prendo tempo per stare con Gesù, lasciarmi guardare da Lui, contemplando il suo volto e la sua presenza? Le immagini di Giovanni mi parlano? Mi raccontano dell’attesa fremente di un incontro a lungo sperato, che, ora, nella pienezza del tempo, si sta realizzando?

    Sento il bisogno di andare oltre la mia visione, forse un po’ standardizzata, nei confronti Gesù e di essere condotto a una relazione e a un affetto, rinnovati dal fuoco dello Spirito? Cosa suscita in me la promessa di essere immerso, da Gesù, nel Respiro dell’amore di Dio?

  5. Torniamo al primo versetto: Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Principio, origine, fondamento che viene dall’incontro con la Buona Notizia di Gesù, che è Gesù stesso, nella bellezza dello svelamento della sua umanità, messianicità, signoria, figliolanza divina… A noi è stato fatto il dono di incontrare in Gesù la Buona Notizia, per noi e per gli altri.

    Tu, Gesù, sei per me… chi sei per me? Provo a dirmelo, a scriverlo, a raccontarlo a qualcuno…

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