Gesù, Giovanni e le folle

News > Parola > Gesù, Giovanni e le folle
06 12 2024

Gesù, Giovanni, la gente di questa generazione…

Lc 7, 24-28.31-35

  1. Cominciamo invocando su di noi lo Spirito Santo.
  2. Nel silenzio dell’ascolto, leggiamo con calma il Vangelo e lasciamolo risuonare in noi.
  3. Aiutati dagli spunti della traccia, entriamo in situazione, provando a calarci nelle scene e nei vissuti del racconto.
  4. Ascoltiamo, preghiamo e dunque… condividiamo con fratelli e sorelle nella fede e nella ricerca della vita.
  5. Al termine, desideriamo dire qualcosa al Signore?

Lettura del Vangelo, Buona Notizia, secondo Luca (7)

24Quando gli inviati di Giovanni furono partiti, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: “Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? 25Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. 26Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. 27Egli è colui del quale sta scritto:

Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero,
davanti
 a te egli preparerà la tua via.

28Io vi dico: fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni, ma il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui.

31A chi dunque posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? 32È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così:

“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”.

33È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. 34È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”. 35Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli”.

Spunti per l’ascolto personale e la condivisione

Per tenere il filo dell’ascolto su Giovanni e Gesù:

  • nella seconda domenica di Avvento, Giovanni Battista ha annunciato la buona notizia: Viene! Il più forte, lo Sposo, Colui che immerge nel Respiro stesso di Dio, nella sua forza vitale che ci raggiunge!
  • Domenica scorsa, ancora attraverso l’esperienza di Giovanni (e i suoi discepoli), un nuovo passaggio. Colui che viene, insieme ad entusiasmo e speranza, suscita seri interrogativi, addirittura può essere un inciampo, questo Il forte che viene è debole: non esercita potere, si occupa di servire, non si cura delle istituzioni, privilegia i poveri, i malati, i peccatori.

A tutti, gratuitamente e senza porre condizioni, annuncia la misericordia di Dio. La sua via mette in discussione elementi ritenuti ben consolidati a proposito della relazione di Dio con noi e di noi con Lui: un volto inedito e problematico… Da qui l’interrogativo: è questo Gesù il Veniente o ne dobbiamo aspettare un altro?!

Gesù invita i discepoli di Giovanni (e anche noi) a “vedere e udire” ciò che lui fa e dice: qui si sta svolgendo la scena del Regno che viene!

Continuiamo a sostare ancora nel confronto tra Gesù e Giovanni[1]. Abbiamo ascoltato e, spero, lavorato sulla domanda di Giovanni a Gesù. Ora possiamo fare spazio alla domanda che Gesù rivolge ripetutamente alla folla circa l’identità di Giovanni.

 

Ci accorgiamo, scorrendo i Vangeli, che i passi riguardanti il Battista sono di una certa entità[2]. Affrontarli in modo più completo richiede tempo. Ogni anno la liturgia di Avvento (e non solo) ce li riconsegna perché possiamo ripartire nell’ascolto.  Stiamo, dunque, ancora un po’ con Giovanni…

 

Che cosa siete andati a vedere?

Quelle folle sono uscite, si sono mosse verso il deserto. Un’uscita se rimane solo a livello geografico è ancora incompleta, parziale. Si tratta di uscire dalle nostre sicurezze per lasciarci incontrare e per incontrare nella verità. Il fatto che Gesù ripeta per tre volte questa domanda significa che va davvero presa sul serio: fate discernimento su quello che vedete e ascoltate. Si tratta di andare in profondità. Cosa vediamo in Giovanni?

 

Gesù vede in Giovanni un uomo capace di andare controcorrente. Una canna sbattuta dal vento è una persona che si lascia portare da chi in quel momento è più forte, che si piega rispetto a quello che è la corrente dominante; e un uomo con splendidi abiti che sta nella reggia è chi cerca la ricchezza, il potere: Giovanni non è né l’uno né l’altro. Giovanni paga con la vita il suo servizio alla verità e alla giustizia. Forza e profondità di Giovanni. Un profeta! Più che un profeta!

 

A chi paragonare gli uomini e le donne di questa generazione? A chi sono simili?

A coloro che non vogliono muoversi, che rimangono fermi. È la generazione a cui Gesù si rivolge a quel tempo; in questo tempo, siamo noi che ascoltiamo questa parola. Il rischio è di assomigliare a questi bambini che non si smuovono, sembrano proprio delle persone infelici a cui non va bene niente.

Viene Giovanni, non va bene Giovanni: ha un demonio. Viene Gesù che è il contrario di Giovanni, non va bene neanche Gesù: c’è sempre un motivo per non muoversi. Il gioco di questi bambini è quello di contrastare il gioco: non va bene questo; non va bene il suo contrario; non va bene niente…

Gesù non si fa vincere dalle nostre resistenze. Dicendo: È venuto, infatti, Giovanni Battista; è venuto il figlio dell’uomo, sta dicendo che le nostre attese sono precedute da una venuta: viene Giovanni, viene Gesù. C’è una venuta che ci precede sempre, che precede ogni nostra attesa. La nostra speranza è nell’accogliere Colui che viene per primo, che non attende la nostra attesa, anzi ci porta a scoprire pienamente la nostra attesa. Ci rivela quale desiderio portiamo in noi, tentati di non prenderlo nemmeno in considerazione…

 

Amico dei pubblicani e dei peccatori

Dicono questo di Gesù: le sue relazioni lo qualificano e lo squalificano… un giudizio che vuole essere tagliente: con questo, ho detto tutto… Non serve aggiungere altro. Cosa ti puoi aspettare da uno così? Uno così lo vorresti per amico? Tu c’entri qualcosa con i pubblicani e con i peccatori?

 

È una parola che vuole gettare discredito su Gesù, dicendo di lui chi è, il suo modo di essere.  Parole di disistima, di disonore, di mancanza di considerazione, nell’intenzione di chi le sparge in giro.

 

Mi fermo, osservo il volto amabile di Gesù: non c’è rabbia né rancore per questo giudizio su di lui, non è preoccupato di difendere la propria identità. È il volto di un’umanità piena, consapevole, che ha fatto dell’amicizia e fraternità il suo modo di stare al mondo. Amico di tutti, amico di ciascuno, ognuno con la sua storia, pronto a farsene carico. Amico dei giusti, amico dei peccatori. A ciascuno dona la sua amicizia: vita per il giusto, vita per il peccatore, perché di quella sua amicizia ciascuno ha bisogno più dell’aria che respira. La sua amicizia è vita. Grazie, Gesù.

 

[1] Il Vangelo della IV domenica di Avvento racconta un’altra scena del Regno che viene, quella dell’entrata del Messia a Gerusalemme, all’inizio della settimana di Pasqua…

[2] Vedi   Mc 1,2-9.14; 6,14-29

Mt 3, 1-14; 4,12-13; 11,2-19; 14,1-12  

Lc 1,5-25; 1, 39-45; 57-80; 3,1-21; 7,18-35; 9, 7-9

Gv 1, 6-8. 15; 1, 19-36; 3, 22-30


CONDIVIDI!