Un uomo di nome Zaccheo – prima parte

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19 02 2025

Ecco la traccia per riflettere sulla storia di Zaccheo, che sarà proclamata nella liturgia di domenica 2 marzo.

(Immagine: La vocazione di Zaccheo, mosaico XII secolo, Venezia, Basilica di San Marco)

Gesù è ormai un personaggio famoso, riconosciuto dal popolo come un uomo di Dio e un grande profeta. Tutta la città di Gerico, saputo del suo arrivo, gli è uscita incontro, desiderosa di vederlo e di ascoltarlo. Tra questa gente c’è anche questo tipo, Zaccheo, un pubblicano.

 

I pubblicani sono agenti del fisco, persone incaricate di riscuotere le tasse. Gli Ebrei odiano pagare le tasse. E in questo non sono diversi da tanti altri cittadini… Ma il loro odio è motivato ed accresciuto dal fatto che le tasse che pagano sono imposte dai Romani, i quali spadroneggiano sulla Palestina da circa un secolo… Dunque, la maggior parte dei soldi versati dagli Ebrei va a finire a Roma, nelle tasche dell’Imperatore! E ciò risulta, ad ogni buon Ebreo, insopportabile! Perciò i Romani non riscuotono mai le tasse in proprio. Per sminuire l’odiosità dell’operazione, si avvalgono a tale scopo di altre persone, di solito gente del posto, che, attratta dagli ingenti guadagni, non esita a mettersi a servizio dei padroni di turno, anche a costo di tradire gli interessi della propria gente…

Zaccheo, un ebreo purosangue, è uno di questi… Pur di fare soldi, si è venduto allo straniero e all’invasore, insomma ai Romani…

Ma c’è di più. I pubblicani sono normalmente dei disonesti. Temendo di non riuscire a versare ai Romani quanto concordato, per evitare di pagare di tasca propria, tendono a riscuotere dai cittadini più del dovuto. La conseguenza è che essi, facendosi forti della protezione dei Romani, esercitano le loro funzioni in modo arbitrario, prepotente e spietato. Ciò fa dei pubblicani dei ladri e dei rapinatori, ai danni di tutta la popolazione, ma soprattutto dei più poveri, che non hanno come difendersi. Insomma, trovare un pubblicano onesto, è una cosa pressoché impossibile…

Zaccheo è ricco! E si capisce! Si è “ingrassato” ben bene, a spese della sua gente, e persino dei poveri! Non solo! È anche divenuto il capo dei pubblicani di Gerico! Vuol dire che sa fare così bene il suo mestiere, da aver raggiunto il top della carriera! Sì, a prezzo però delle lacrime e del sangue di tanta povera gente… Che carogna! E che farabutto!

 

Ma Luca ci fornisce, su Zaccheo, un’altra informazione preziosa. Ci dice: era piccolo di statura. Così piccolo, da non riuscire a vedere nulla, perché, della folla, tutti, anche il più basso, sono più alti di lui!

Non vi pare che l’essere così basso deve avergli procurato un complesso di inferiorità non indifferente? Proviamo ad immaginare quanto la sua bassa statura deve averlo fatto soffrire! Sin da piccolo!

È probabile che proprio a causa di tutto ciò Zaccheo abbia cominciato ad avercela anzitutto con se stesso; poi con i suoi genitori e con Dio, che lo hanno fatto così; infine, con il mondo intero… Ed abbia iniziato – nei confronti del mondo – una sua guerra personale, che lo ha portato, un giorno dopo l’altro, ad isolarsi da tutti ed a litigare con tutti, meditando e covando la propria rivincita… Fino a scegliere, una volta divenuto adulto, di mettersi a fare il pubblicano… Quasi a dire: “Io inferiore?! Io più piccolo di voi?! Io lo zimbello del gruppo?! Neanche per sogno! Adesso ve la faccio vedere io! Vi faccio vedere che il più intelligente ed il più capace, qua in mezzo, sono io! Diventerò la persona più ricca e più potente di Gerico! E allora ve la farò pagare! Sì, me la pagherete tutti! Riderà bene chi riderà ultimo!”.

 

La vita di Zaccheo non è facile! In rotta com’è con tutto e con tutti, Zaccheo è un uomo solo… Non ha amici. I suoi soli amici – amici, s’intende, per modo di dire – sono i Romani ed i pubblicani come lui… Tutta gente interessata, pronta a vendere l’anima, pur di fare soldi!

 

Cercava di vedere Gesù

Questa notizia ci riempie di meraviglia. Il nostro uomo ha rotto con Dio, con la sinagoga, con tutti… Come mai gli interessa di vedere Gesù? Tanto più che, per vederlo, è costretto a scendere anche lui per la strada, gremita di folla… E per lui, lo sappiamo, affrontare la folla non è affatto facile! Inoltre, Luca dice: vedere… Nasce in noi una curiosità: “Zaccheo è un uomo importante. Se lo volesse davvero, riuscire ad incontrare personalmente Gesù, non dovrebbe risultargli difficile! Basterebbe che gli chiedesse un appuntamento! Perché, dunque, si accontenta solo di vederlo?”.

Ma si capisce! “Gesù, a quanto dicono, è un uomo di Dio! E nessun uomo di Dio – pensa Zaccheo – accetterà mai di avere a che fare con uno come me… Il massimo cui posso aspirare, è di riuscire a vederlo…”.

La cosa ci dà da pensare. Zaccheo quel giorno certamente non è sceso in piazza volentieri, a causa della folla… Se è sceso, significa che in lui qualcosa non va… Non è in pace… Qualcosa lo spinge, dal di dentro, a cercare di vedere quell’uomo… Almeno vederlo! Qualcosa che somiglia ad un bisogno e che da dentro, sia pure in mezzo a mille resistenze, spinge, spinge… Che cosa mai sarà?

Comunque stiano le cose, quel giorno Zaccheo accetta il rischio di scendere anche lui per strada e di mescolarsi con la folla. Quella folla che odia e che lo odia…

Luca aggiunge, al versetto 3:

… ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura.

“Ecco – pensa Zaccheo – siamo alle solite! Maledetta folla! Ancora lei… Non riesco a vedere niente, sono sempre troppo basso!”.

Cosa fare? Le cose sono due: o Zaccheo si arrende, rinuncia a vedere Gesù e torna a chiudersi nel suo bunker di pubblicano…; oppure tiene duro, resta per strada e, per riuscire a veder qualcosa, si mette a sgomitare fra la gente, sollevandosi sulle punte dei piedi… Ma anche questa è una resa… Perché vuol dire accettare di mostrare a tutti, ancora una volta, quanto è “tappo” …

Sono due rese, di tipo diverso. Qual è quella maggiore? La prima, o la seconda? Certo, restare per strada significa darla vinta a tutti: alla folla, alla propria bassezza, ma soprattutto a quel qualcosa, quel bisogno, che da dentro lo spinge…

Cosa sceglierà Zaccheo? E ciascuno di noi al posto suo, che cosa sceglie? Se ne torna nel bunker o la dà vinta a tutti e resta per strada?

Zaccheo, invece – lui che è un tipo dalle mille risorse, una ne fa e cento ne pensa – ci prende alla sprovvista: non fa né l’una, né l’altra cosa… Ha una brillante idea… Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché [Gesù] doveva passare di là.

Il sicomòro è un grande albero, dalla folta chioma… Zaccheo adocchia da lontano il sicomòro, lo raggiunge di corsa, sbircia intorno, per accertarsi che nessuno lo veda, poi si arrampica in fretta sull’albero… Lui, il capo dei pubblicani! Alla sua età! Come un monello qualunque!

Ed eccolo, Zaccheo, appollaiato lassù, che gongola fra sé e sé, pensando: “Vi ho fregati tutti quanti! Da qui potrò vedere comodamente Gesù, senza essere visto da nessuno. Bravo Zaccheo, sei sempre tu il più furbo!” Zaccheo si nasconde fra le fronde ben bene… Guai se qualcuno lo vede! Ci farebbe una gran brutta figura…

Il corteo che accompagna Gesù si avvicina… Zaccheo muore dalla curiosità! Finalmente riuscirà a vedere in volto il famoso Maestro… Forse riuscirà anche a sentire qualche sua parola…

 

Zaccheo: – Ecco, ecco, Gesù deve essere quello là, a cui tutti si rivolgono. Certo, certo, è lui!

Però! Mi sembra un tipo come tanti altri! Proprio niente di speciale… Che delusione! Dopo averne tanto sentito parlare, mi aspettavo francamente qualche cosa di più! Mah! Di fare oggi tutta questa fatica forse non valeva la pena… Chi me l’ha fatto fare! Almeno mi sono tolto la soddisfazione… Adesso lascio che passino tutti, poi, dopo che hanno fatto la curva, quando la strada è vuota, di corsa scendo e me ne torno, quatto quatto, a casa… Ho già perduto abbastanza tempo! Le mie faccende mi aspettano… Stasera, poi, al club dei pubblicani, mi divertirò a raccontare le mie impressioni su Gesù, dirò che l’ho incontrato… e li lascerò tutti a bocca aperta… Ma ecco un colpo di scena! Racconta Luca, al versetto 5:

Quando [Gesù] giunse sul luogo…

Zaccheo: – Guarda guarda! Si è pure fermato proprio qui sotto! Sono davvero fortunato! Adesso, scommetto, parlerà alla gente! Ed io potrò ascoltare, di nascosto da tutti, quello che dice… E capirò meglio che tipo è!

(Zaccheo si accomoda per benino, fra un ramo ed un altro, per godersi il discorso imminente di Gesù… Ed anche la folla si raccoglie in silenzio intorno al Maestro, per ascoltarlo…)

 

Un uomo di nome Zaccheo – Seconda parte

Un uomo di nome Zaccheo – Terza parte


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