26 • 02 • 2025
All’improvviso, un altro colpo di scena… Gesù alzò lo sguardo…
Ancora Zaccheo: – Ma… ma… che succede adesso? Gesù alza lo sguardo, proprio verso di me! Con chi ce l’ha?! Con me??? Proprio con me?! Non è possibile! E come ha fatto a scoprirmi qui sopra?! Nasconditi Zaccheo! Non farti vedere!
(Intanto, vedendo che Gesù guarda per aria, molti della folla alzano anche loro la testa… Mille occhi si mettono a scrutare la chioma del sicomòro. Si leva un coro…)
Uno della folla: – Ma lassù c’è qualcuno! Nascosto fra le foglie…Chi sarà?!
Un altro (torcendo il capo): – Già! Chi è? Chi sei tu, lassù?! Fatti vedere!
Un altro (facendo il giro dell’albero): – Avanti! Facci vedere chi sei!
Un altro (gridando stupito): – Ma è Zaccheo! L’ho riconosciuto! È proprio lui!
Un altro: – Zaccheo lassù?! Non è possibile!
Un altro: – E guarda tu! È lui, o non è lui!?
Un altro (gridando): – Sì, è lui! È quel farabutto di Zaccheo!!
Un altro (nascondendosi fra la folla): – È proprio lui! Ladro! Traditore! Vigliacco!
Un altro: – Ah… ah… ah!… Guarda dove si è andato a ficcare!
Un altro: – Bravo Gesù, l’hai scovato! Si vede proprio che sei un profeta!
Un altro: – L’hai incastrato! Adesso mettilo a posto tu, quello lì!
Un altro: – Sì, Gesù, dagli tu la lezione che si merita!
Un altro: – Ecco il giorno del Signore! Il giorno in cui Dio ci farà giustizia, finalmente è arrivato! Oggi, Zaccheo, la pagherai!
Un altro: – Gesù, è Dio che ti ha mandato! Quanto abbiamo atteso questo momento! Evviva!
Un altro: – Gesù, in nome di Dio, prendi tu le nostre difese!
Un altro: – Sì, Gesù, facci tu giustizia! Dai tu finalmente a questo farabutto quello che gli spetta!(Si leva dalla folla un boato di accuse, di rimproveri e di insulti nei confronti di Zaccheo. Questi ne ha fatte tali e tante, che ciascuno ha qualche cosa da contestargli…)
Gesù (a uno della folla): – Chi è questo Zaccheo?
Uno della folla (all’orecchio di Gesù): Non hai capito?! È il capo dei pubblicani di questa città! Il nemico pubblico n. 1! Un carognone… Ma i colpi di scena non sono finiti… Attenzione! Racconta Luca, alla fine del versetto 5: Alzato lo sguardo, Gesù disse:
“Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”.
Zaccheo, hai sentito? Gesù ha detto: “Devo venire a casa tua…”. Cosa provi?
Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia.
Per la sorpresa e la gioia, Zaccheo non sta più nella pelle. Gli tremano un po’ le gambe… Ma scende dall’albero così in fretta, che, atterrando, casca giù… Gesù gli tende la mano e lo rialza, poi lo accoglie con un sorriso… Come se lo conoscesse da sempre.
E la folla? La folla rimane di stucco! Aggiunge Luca, al versetto 7: Vedendo ciò, tutti mormoravano: “È entrato in casa di un peccatore!”. Invece di sgridarlo, di fargli una predica con i fiocchi, Gesù si è addirittura autoinvitato a casa del “nano maledetto”!
Inaudito! Scandaloso! Per la gente di Gerico è un tradimento in piena regola… Nella strada si mormora: “E questo sarebbe il profeta, l’uomo di Dio, venuto nel mondo a portare la verità e la giustizia?! Che bidone! Ecco il giorno del Signore che aspettavamo! Una delusione! Gesù doveva stare dalla nostra parte… Invece, al momento giusto, è passato dalla parte del nostro peggior nemico… Ci ha presi in contropiede… E dire che gli avevamo riservato una accoglienza entusiasta! Ingenui! Siamo stati degli stupidi! Gli abbiamo dato troppa fiducia… E lui ha approfittato della nostra ingenuità e ci ha presi per i fondelli! Basta! Con questo Gesù di Nazaret io ho chiuso! Guai a lui, se si presenta ancora nella nostra città! E guai a chiunque viene a parlarmi ancora di lui! Ah, Signore, Signore… Perché permetti queste cose? Non abbiamo patito ancora abbastanza?!…”.
Zaccheo: – Ragazzi, che soddisfazione! Tra tutta la gente di Gerico, a casa di chi ha scelto di andare Gesù? A casa di Zaccheo! Alla faccia di tutti quelli che mi volevano morto! Ma c’è qualcosa che non capisco… Come mai quest’uomo di Dio si è messo contro tutta la città, per venire proprio a casa mia? Si rende conto in quale guaio si è cacciato? E chi gliel’ha fatto fare? Forse… forse… si aspetta qualcosa da me… Forse mi chiederà un favore, un prestito, oppure una raccomandazione, visto che io conosco un sacco di gente importante… Beh, qualunque cosa voglia, sono ben contento di dargliela, perché una soddisfazione così grande, finora, non me l’ero mai presa, parola mia! Aspetta, aspetta… Vuoi vedere che il Maestro mi attende al varco?! Non appena siamo soli, mi fa la sua bella predica e mi propone di cambiare vita?! Se è così, si sbaglia…
Ora trasferiamoci anche noi a casa di Zaccheo… Luca non ci racconta i particolari di questa visita. Cercheremo di immaginarli insieme.
Gesù si siede a tavola e si intrattiene amabilmente con i suoi nuovi amici. Chiacchiera con i figli di Zaccheo, ascolta le storie di famiglia, condivide qualcosa di sé… E – sorpresa! – non fa a Zaccheo nessuna “predica” … Zaccheo comincia ad escludere l’ultima ipotesi: “No, sembra proprio che Gesù non ce l’abbia con me e non mi accusi di nulla… Meglio! Allora vuole certamente qualcosa da me! Non c’è dubbio! Chissà quando me lo chiederà… Forse ha bisogno di un po’ di riservatezza… È ovvio! Approfitterò della pausa tra una portata e l’altra, per portarlo nel mio studio privato e parlargli a quattr’occhi…”. Così pensa fra sé e sé il nostro Zaccheo…
Il momento giusto arriva: Zaccheo, immaginiamo, fa accomodare Gesù nel suo studio. Finalmente si ritrovano da soli, a tu per tu…
Per venire subito al sodo, Zaccheo apre il suo forziere, mostra a Gesù i suoi tesori e commenta: “La tua visita oggi mi ha reso felice. Vedi questo forziere? Prendi quello che vuoi… Voglio ricompensarti! Mi hai procurato una tale soddisfazione, mi hai fatto un tale regalo, che tutto ciò che questo forziere contiene, al confronto, non vale nulla…”. Ma Gesù scuote la testa e gli risponde: “Grazie, Zaccheo, non voglio nulla da te…”. Zaccheo insiste, propone dei favori, qualche buona raccomandazione… Ma Gesù rifiuta tutti i suoi regali. Zaccheo non sa più cosa pensare…
Infine prende il coraggio a due mani e dice: “Gesù, scusa se ti faccio questa domanda… Perché sei venuto a casa mia? Io sono felicissimo che tu sia venuto! Come ti ho detto, mi hai fatto un enorme regalo. Ma non sono uno stupido: tu, per venire a pranzo a casa di uno scomunicato come me, ti sei tirato addosso l’odio di tutta la città! Nessuno sa meglio di me, cosa questo significa… Allora, dimmi: Perché lo hai fatto?!”.
Gesù parla a Zaccheo
Gesù: – Perché un uomo, di nome Zaccheo, ne aveva bisogno… Quando ho visto quell’uomo sull’albero, tutto solo, mi si è stretto il cuore… E ho pensato: se quell’uomo, invece di stare in mezzo alla gente, se ne sta nascosto lassù, deve essere molto solo… Allora ho deciso di andargli incontro ed offrirgli la mia amicizia, chiunque fosse… Quell’uomo poteva essere buono… poteva essere cattivo, non mi importava… Tutto è stato più chiaro quando la gente ti ha riconosciuto e ho saputo chi eri. Allora, più che mai, ho sentito il desiderio di venirti a trovare. Sapevo che la città intera si sarebbe rivoltata contro di me. Neppure i miei discepoli avrebbero capito… Ma venire incontro al tuo bisogno, mi è apparso più importante di tutto il resto! Perciò ho dato a te la precedenza… Mi guardi stupito… Vedi, mentre camminavo, il Signore ha detto al mio cuore: “Gesù, fa’ attenzione, guarda lassù, su quel sicomòro…”. Io ho guardato, e ti ho visto… Allora ho detto al Signore: “Ho visto! Lassù c’è un uomo nascosto! Che cosa vuoi che faccia?”. Ed egli mi ha risposto: “Gesù, quell’uomo soffre molto… È solo, molto solo… In tutta la città di Gerico nessuno più di lui, in questo momento, ha bisogno di te… Perciò, va’ da lui…”.
Zaccheo, che cosa provi? Che cosa stai pensando?
Ciascuno di noi, cosa pensa e cosa prova al suo posto?
Ciascuno ascolti cosa dice il proprio cuore… Buon ascolto!