INTERVISTA A VIOLA GESMUNDO – autrice del murale Intrecci Invisibili nel quartiere di Greco

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14 11 2024

Un filo e tante mani come tanti ponti: il murales “Legami invisibili” della illustratrice e muralista Viola Gesmundo è stato realizzato nell’ambito del progetto “Un nome in ogni quartiere” ed è visibile sul muro esterno dell’Oratorio San Martino in Greco e sull’attiguo muro della scuola Sant’Anna.

Abbiamo avuto l’occasione di intervistare Viola, ecco quello che ci ha detto.

Quale emozione hai provato durante e dopo aver  lavorato al murale “Intrecci invisibili” a Greco ?

É stato un lavoro molto piacevole fatto di scambi con le persone del quartiere, alcune ragazze mi hanno portato il caffè, John un ragazzo del Refettorio Ambrosiano era felice che ci fossero dipinte anche mani scure, i bambini erano euforici, le persone sono venute spesso a vedere gli aggiornamenti, il bar Pinocchio e i clienti abituali mi hanno tenuto compagnia e fatto sentire una di loro. Greco e’ un quartiere che sembra un paesino, molto amato dai suoi abitanti, tutti si salutano e si conoscono ed ho avvertito davvero questa atmosfera che è emersa anche dal  questionario dato da compilare alle famiglie della scuola quest’estate. 

È stato un onore confrontarmi con l’opera di Palladino preesistente, mi ha dato uno spunto ed una spinta per collegarmi al tema del portale. L’idea del filo viene anche da qui, c’è una traccia azzurra sul portale che ho ripreso e che da’ il via a questo intreccio di fili del murale che si espande fino a all’interno della scuola. Alcune signore del quartiere ci hanno proposto di continuare a dipingere i fili anche su altri palazzi e penso che sarebbe fantastico fare rete.

 

 

Descrizione dell’opera

Il murale nel quartiere Greco  di Milano è un’opera che intreccia temi profondi come l’accoglienza, l’unione tra i popoli e il gioco, invitando la comunità a riflettere sull’importanza del dialogo interculturale e della solidarietà. La struttura dell’opera si sviluppa in due moduli intrecciati, che visivamente comunicano il legame e l’interconnessione tra le diverse realtà che convivono nel quartiere. 

Simbolismo e composizione 

Al centro dell’opera spiccano delle mani di diverse forme e dimensioni, simbolo universale di contatto, solidarietà e collaborazione. Queste mani si allungano l’una verso l’altra, collegate da fili sottili che simboleggiano i legami invisibili tra le culture e le identità diverse. I fili, che attraversano le due sezioni del murale, rappresentano il dialogo e la costruzione di ponti tra le differenze. 

Un elemento centrale del murale è il filo, che richiama anche il gioco del “Ripiglino”, un gioco tradizionale fatto con mani e un filo, un tempo praticato dai bambini. L’opera suggerisce un ritorno a questo tipo di giochi semplici e creativi, in contrasto con l’invasione dei dispositivi digitali che caratterizzano la società moderna. Il filo forma anche la scritta “Greco”, un modo per far conoscere e ricordare il nome del quartiere a turisti e visitatori esterni.

Il filo riprende anche un’opera relazionale dell’artista Maria Lai_Legarsi alla montagna realizzata ad Ulassai nel 1981. L’idea è quella di unire tutte le case tra loro con un nastro, che poi verrà legato alla montagna sovrastante, come simbolo di complicità tra gli uomini in relazione con la natura e l’arte.

 

 

 Simboli:

Tra i fili che attraversano il murale, sono inseriti diversi simboli emersi dai questionari compilati dagli abitanti del quartiere.

  • La  barca  rappresenta lo spostamento dei popoli, con un riferimento ai migranti provenienti dal Sud Italia che si sono trasferiti a Milano per lavoro.
  • Il caffè evoca l’importanza di rituali quotidiani, come la colazione  e il caffè caldo del bar, simboli di quotidianità e comunità. 
  • La faccia sorridente collocata vicino all’ingresso dell’asilo rappresenta un messaggio di positività e accoglienza per i bambini, spesso tristi nel doversi separare dai genitori. 
  • La ciotola e la forchetta sono simboli dell’ accoglienza e dei pasti caldi offerti dal Refettorio Ambrosiano che, insieme alla Caritas del quartiere, fornisce cibo ai bisognosi. 
  • La mela ed altri elementi botanici sono metafore di cibo e rinascita che richiamano il ciclo della vita e la generosità della natura. 

Colori e palette cromatica:

 I colori utilizzati riprendono la palette della “Porta dell’accoglienza” di Mimmo Paladino, con sfumature di beige, ocra e azzurro mare. Questi toni delicati e caldi evocano un senso di armonia e continuità, richiamando le radici mediterranee e il dialogo tra culture che caratterizzano il quartiere di Greco.

Il progetto “Un nome in ogni quartiere” è ideato da Yes Milano e Ufficio Arte negli Spazi Pubblici del Comune di Milano, grazie al cofinanziamento di Fondazione di Comunità Milano e Fondazione Claudio De Albertis. L’opera di Greco è stata prodotta da Viola Gesmundo e dall’impresa culturale Be Part con il supporto tecnico del colorificio Maxicolor. Per donare un nuovo volto ai quartieri. Per segnare anche graficamente l’identità delle tante anime della città.


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