10 • 01 • 2025
Matteo 2,1-12: il racconto dei Magi
A Gerusalemme
La crisi del cammino: le prospettive della sapienza umana prendono il sopravvento sull’ascolto.
Fin qui, hanno fatto un buon ascolto e un quindi un buon tratto di strada. La direzione della stella indica la Giudea. Ma prendono una cantonata, perché, invece di continuare a guardare la stella, seguono la propria sapienza e i propri ragionamenti: “Se è nato un re, dove vuoi che sia? Certamente lo troveremo nella capitale, a Gerusalemme…“.
Smettono perciò di seguire il cammino della stella: grazie, ci hai aiutato ad arrivare fin qui, ora non ci servi più… abbiamo capito dove andare, è tutto chiaro, sappiamo cosa fare.
Ma l’esperienza di Gerusalemme è uno scandalo per loro: nella Città di questo re dei Giudei che è nato non ne sa niente nessuno! Si sentono all’improvviso raggiunti dalla solitudine e da una grande delusione. Trovano indifferenza, la gente li guarda come tipi strani, nessuno si è accorto della stella. L’hanno vista solo loro. Visionari? Si sentono spaesati, spiazzati, fuori dal mondo… Praticamente, vuol dire che hanno capito male e che hanno fatto un viaggio inutile, è tutto finito! Non resta che tornarsene a casa con le pive nel sacco e un profondo disincanto. Poveri illusi: cercavano un re che dicesse: c’è speranza per l’umanità, c’è un futuro, c’è un senso, c’è un mondo da costruire…Eccomi, sono qua per questo. A Gerusalemme, niente di tutto ciò.
Il tesoro della Parola
La loro domanda arriva a palazzo, giunge alle orecchie sempre attente di Erode… I magi non sono andati dritti dal re attualmente sul trono. Oltretutto, vengono a sapere che l’ha ottenuto dai Romani, lui che non è un giudeo, ma un idumeo malvisto. I magi chiedono di una nascita regale estranea a quella del monarca regnante. Si capisce così il suo turbamento[1]: si sente minacciato da un pretendente inatteso.
Però, nella realtà di Gerusalemme, in cui la ricerca dei magi è risultata vana e senza fondamento, c’è una riserva straordinaria: il tesoro della Parola.
Erode è furbo e cerca di giocare bene le sue carte. Cerca i saggi di Israele. Vuole interrogare la Parola per i suoi scopi: conoscerla per strumentalizzarla e organizzare un proprio piano segreto. Erode, campione di ambiguità e di menzogna.
Interroga gli esperti della Parola, i quali non si chiedono il perché di quella domanda[2] da parte di Erode. Si preoccupano solo di fare bella figura e di mostrare la loro sapienza. Sapienza inutile perché non li conduce dal nato re. Voi sommi sacerdoti e scribi non siete incuriositi dalla stella dei Magi? Perché non organizzate un vostro incontro con loro per saperne di più?
Vi rendete conto della ricchezza di cui siete ricchi, la Parola di Dio? È dono suo alle vostre vite, per tutto il popolo… Siete ricchi di questo grande tesoro, ma restate nell’ignoranza di chi sa tutto, non ha più niente da imparare, non ha da ricominciare ogni giorno a mettersi in ascolto… Grande rischio, sempre possibile, per chi riceve e custodisce il bene prezioso della Parola.
La risposta delle Scritture sante[3] dice che il luogo dove deve nascere questo atteso re non è Gerusalemme, ma un piccolo capoluogo di Giuda, Betlemme (=casa del pane). Dista circa 9 Km da Gerusalemme.
Erode tesse la sua trama, approfittando dei magi
Ora che “sa”, Erode chiama in gran segreto i magi. Si manifesta tutta la sua radicale ambiguità. Ha un fine esplicito: quando l’avete trovato, fatemelo sapere perché anch’io vada ad adorarlo. Fine implicito: togliere di mezzo il nato re dei Giudei.
Agli occhi dei magi, Erode sembra pieno di premura e di struggimento (sa recitare bene la sua parte) e i magi nella loro ingenuità credono che egli sia sulla loro stessa linea e sono convinti di fare un favore al bambino in questione. Così, pensano, saranno tutti contenti: Erode, i magi e il piccolo Messia che riceverà l’omaggio non solo da loro ma anche da sua maestà Erode. I magi ci cascano in pieno.
Perché Erode non va a Betlemme con i magi o non manda i suoi uomini? Il racconto non ci dice niente al riguardo, lascia a noi di intuire qualcosa. Erode accoglie con benevolenza i magi, i quali ricambiano la condiscendenza di sua maestà con la disponibilità a collaborare con lui! Erode è sicuro di avere tra le mani la loro disponibilità, è sicuro della loro diligenza e del loro zelo, è più sicuro di loro che di uno dei suoi uomini, perché… i magi hanno camminato a lungo proprio per incontrare questo bambino, è la loro speranza!
I magi diventano involontari complici di un progetto assassino: da portatori di adorazione e di onore rischiano di diventare strumenti della eliminazione del bambino. Gli onesti e generosi magi… Che dolore quando il bene è strumentalizzato e messo al servizio del male… Ma il Signore veglia!
I magi in cammino: la stella, una gioia grandissima
Torniamo proprio a loro. Dunque, andare a Betlemme. Discernimento. Che facciamo? Torniamo indietro? Andiamo: non è lontano da qui questa “Casa del pane”. Decidono di ubbidire alla Parola! Lasciano Gerusalemme, nuovamente in cammino, ed ecco la stella, loro amica: non si era eclissata! No, siamo stati noi che guardavamo la capitale, il re, la corona, le prospettive di questo mondo…siamo noi che abbiamo abbandonato le prospettive della speranza, avevamo deciso noi la meta…
Vedendo la stella, una grandissima gioia. Fra cielo e terra c’è continuità, c’è un disegno di vita e di bene. Possiamo riprendere a sperare: non ci siamo sbagliati. Non abbiamo cercato e camminato a vuoto. Al desiderio e alla ricerca più profonda dell’uomo c’è una risposta, c’è una speranza. Chi non si mette in viaggio non può capire.
Mentre gustiamo questa gioia profonda, che non ci vogliamo più perdere per andare avanti e camminare, tratteniamo il fiato: è un miracolo che per poco non abbiamo perso il filo del cammino. Questo filo ci è stato donato: se arriviamo alla meta è per dono. La stella, la Parola, un grande disegno di bene per noi. Una grandissima gioia!
[1] Erode è un re con l’ossessione dei nemici da cui difendersi, non solo all’esterno, ma anche all’interno della sua famiglia: ha fatto uccidere sua moglie, i fratelli di lei con i genitori, e persino alcuni suoi figli…
[2] …dove il Cristo dovesse nascere…
[3] Michea 5,1