NELLA DOMENICA DELLA PAROLA DI DIO: PASSI DI UN CAMMINO
23 • 01 • 2026
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DOMENICA DELLA PAROLA DI DIO (2026)
DOMENICA DELLA PAROLA DI DIO (2023)
DOMENICA DELLA PAROLA DI DIO (2022)
DOMENICA DELLA PAROLA DI DIO (2021)
Care amiche, cari amici, Papa Francesco ha istituito nel settembre 2019 la domenica della Parola di Dio, da celebrare nel mese di gennaio. Siamo alla settima edizione, dal 2020 ad oggi. Quante vicende in questo arco di tempo, ad ogni livello! La storia si è messa a correre in un processo inarrestabile di continue trasformazioni.
Anche la comunità cristiana è coinvolta in questo processo di cambiamento d’epoca. Come Chiesa, il nostro compito è di annunciare il Vangelo in questo contesto, con le sfide che esso comporta. Oggi, non bastano più “aggiustamenti” nella pastorale: occorre un rinnovamento profondo, la ricerca e l’attuazione di uno stile, di un modo di vivere nuovo da parte della comunità cristiana. Per portare il Vangelo in mezzo alla gente, occorre una comunità in cammino nell’ascolto della Parola.
Non è facile aprirsi a questo stile rinnovato, non incentrato sulla vita all’interno della comunità e sull’organizzazione di eventi e “l’erogazione di servizi religiosi”.
Si tratta di tornare a raccontare la fede. Per raccontare la fede occorre fare spazio all’intreccio di tre storie: quella che viene dal Vangelo, quella di chi lo racconta e quella di chi lo riceve. Vangelo, narratori, destinatari: tre storie che si accolgono, si aprono all’ascolto reciproco, si lasciano intrepretare dalla Parola.
Ripenso alla pastorale della Parola proposta in questi anni nella nostra comunità. Mi chiedo come può essere stata percepita. Qualcuno mi ha fatto osservare che la “lettura” che se ne dà è la seguente: si tratta di un’iniziativa, perlopiù di tipo personale (è la proposta del parroco), una tra le varie iniziative che ci sono nella comunità. Ma come?! Tutto qua?
Capisco. Per cogliere qualcosa di nuovo occorre uno sguardo nuovo che nasce da una esperienza nuova. Come educarci, perciò, a camminare verso una comunità che si rinnova nella capacità di raccontare la fede, ad intra e soprattutto ad extra della vita comunitaria? Raccontare, narrare, sì, quello che Signore compie in noi, attorno a noi, negli altri, nelle persone vicine e lontane. Come diventare narrativi della salvezza operata dal Signore in noi e negli altri? Poiché a questo siamo chiamati.
Nel corso di questi sette anni, cercando di stare in ascolto del Signore e della comunità, ho proposto alcuni passi di cammino spirituale e pastorale per sostenere il passaggio verso una prospettiva di evangelizzazione e di missionarietà.
Vediamo come questi inviti-passaggi si sono sviluppati e concatenati:
- Il primo passaggio, premessa necessaria, è stato l’invito che viene dal Concilio: la Parola di Dio al centro[1] del cammino personale e comunitario di fede. Alla centralità della Parola non può che corrispondere l’invito all’ascolto della Parola, come stile da costruire personalmente e insieme.
- Ma… nuova obiezione: ognuno ha il proprio ascolto, ha un proprio cammino[2]: di quale Parola metterci in ascolto perché diventi un cammino comune e condiviso? Dove trovare un filo conduttore come riferimento comune nella vita della comunità? Cosa ci può raccogliere in unità? La risposta, semplice, già sotto i nostri occhi, è stata: il Vangelo della domenica.
- Possibile? Il Vangelo della domenica[3]? Come abbandonare un rapporto scontato con l’annuncio del Vangelo della liturgia domenicale? Corriamo il rischio infatti di un ascolto distratto e superficiale, di ridurre quel Vangelo a un momento (di passaggio!) della Liturgia. Ascoltata la predica, clou dell’attenzione alla Parola, finisce lì, spesso non c’è un prima, non c’è un dopo, quella Parola passa e va… C’era e c’è bisogno di essere riabilitati a un rapporto vivo e vitale con la Parola del Signore, c’era e c’è bisogno di riscoprire la Parola come evento che accade qui e ora: è la presenza del Signore che parla oggi al suo popolo, è il Risorto che viene tra i suoi, sta in mezzo a loro, soffia lo Spirito, porta la pace[4]… Un’esperienza viva, a cui essere riabilitati.
- Per sostenere questa esperienza viva, sentirci interpellati al dialogo che la Parola del Signore apre nella liturgia domenicale, ho pensato alla possibilità di consegnare e diffondere le tracce domenicali, un dito rivolto nella direzione del Vangelo, un servizio per ridestare al Vangelo come Parola viva gli adulti della comunità. Come dire: il Signore parla in mezzo a noi, ci invita a stare in dialogo con lui. Andiamo avanti, facciamo spazio a questo dialogo nel quotidiano della vita, della famiglia, delle relazioni, della comunità… Da allora[5], ho inviato, ad oggi, 110 di queste tracce-invito al dialogo con la Parola.
- Il passo successivo, ispirato dal cammino dell’anno liturgico[6] è stato quello di sostare, con un ascolto condiviso – questo l’invito più volte rinnovato – su un Vangelo al mese, tra i testi proposti dal lezionario. I racconti evangelici ci consegnano itinerari di vita e di fede, itinerari da scoprire e riscoprire, dei quali siamo invitati a divenire familiari. Per dono del Signore, può nascere un fecondo e rinnovato intreccio tra gli itinerari evangelici e le nostre vicende di vita. La fede viene dall’ascolto, rinnovato attraverso le storie evangeliche che ci illuminano, ci interpretano, ci interrogano, ci rinnovano nella speranza, ci trasformano. Portano una Parola che agisce e trasforma, appunto.
- Insieme all’ascolto del Vangelo della domenica, abbiamo proseguito in questi anni nella cura dell’ascolto dei grandi “paradigmi” raccontati dalla Sacra Scrittura. È l’esperienza della lectio divina. In un’educazione alla centralità della Parola, la lectio ha assunto un respiro più ampio, per interpretare la vita personale e le vicende di questo mondo secondo i criteri che il Signore ha manifestato lungo la storia della salvezza[7].
- Raccontando raccontando, itinerario dopo itinerario, è stato sempre più evidente che per raccontare il Vangelo, occorreva non solo l’ascolto di ciascuno, ma era necessario ritrovarsi per condividerlo. Ecco: la condivisione della Parola ascoltata da ciascuno. Il grembo nel quale accogliere la Parola è la Chiesa, la comunità, i fratelli e le sorelle con cui condividere. La condivisione della Parola costruisce in modo evangelico le relazioni e così scopriamo che la Parola edifica la comunità. Tante volte ho invitato a partecipare a occasioni di condivisione della Parola: sia negli spazi comunitari settimanali, luogo di ospitalità per tutti, sia negli spazi informali che ciascuno si trova a vivere nell’intreccio delle relazioni.
- Ma non basta: questa circolazione di narrazione ci educa alla luce della Parola a rileggere, oltre al cammino personale, anche e propriamente la vita della comunità e le vicende del territorio nel quale abitiamo. Le occasioni delle domeniche comunitarie hanno lo scopo di mettere in comune ciò che il Signore ci sta dicendo, proprio per giungere a leggere la vita che condividiamo nella comunità e nel territorio. Ma su questo (e forse non solo su questo) siamo ai primi passi.
Una comunità che diventa narrativa, trasformata dall’ascolto e dalla condivisione della Parola, cresce nella fraternità e avverte che il lavorio dello Spirito del Signore ci apre a raccontare la fede nel territorio e nei contesti di vita nei quali la vita ci mette. Una comunità in cammino verso l’orizzonte dell’evangelizzazione.
[1] Una proposta accolta in teoria, ma poi, nella pratica, obiezioni, resistenze, pregiudizi che non favoriscono la decisione di questo messa al centro della Parola. È un auspicio, un’esperienza ai primi passi…Se non è la Parola di Dio al centro di una comunità, cosa è centrale?
[2] Il Signore sa quanto bisogno abbiamo di un’unità che vinca la dispersione, la frammentazione, l’individualismo delle nostre esistenze.
[3] Che rapporto abbiamo costruito negli anni con il Vangelo, la Parola, proclamati nella liturgia domenicale? Che storia ne è venuta nel cammino di ciascuno? Che storia ha suscitato nella vita della Comunità?
[4] Vedi Gv 20, 19-23
[5] Ho iniziato l’esperienza delle tracce domenicali, dopo che abbiamo celebrato, nell’ottobre del 2022, il decennio della Comunità pastorale: solo una comunità segnata dalla riscoperta e dal riferimento al Vangelo si può aprire a raccontare il Vangelo.
[6] In questi stessi anni l’Arcivescovo Mario ha indicato l’anno liturgico come il riferimento del cammino della Chiesa.
[7] Ci siamo messi, per ricordare qualche itinerario, alla scuola del cammino di Abramo, dei Salmi, del profeta Isaia, dell’Esodo, di Rut, di alcune lettere di Paolo…