Delpini: “Manda, Signore,
l’angelo dell’annunciazione”

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l’angelo dell’annunciazione”
25 03 2020

«Abbiamo bisogno di una annunciazione, di un angelo di Dio che entri nelle case della solitudine smarrita, della convivenza noiosa, della frustrazione prolungata, del soffrire solitario, dell’impegno frenetico e logorante, del morire senza una carezza. Abbiamo bisogno di un angelo di Dio, un angelo dell’annunciazione, che raggiunga ogni donna anche se non si chiama Maria, anche se non abita a Nazaret. Manda, Signore, l’angelo della annunciazione che ripeta le antiche parole: rallegrati, il Signore è con te»!

Non poteva non iniziare così l’omelia del nostro Arcivescovo nella S. Messa in suffragio dei caduti nella guerra scatenata dal Coronavirus e che sono stati sepolti senza un funerale. Una Messa celebrata proprio il giorno dell’Annuncio a Maria in un Duomo deserto perché così vogliono le regole di difesa contro il contagio.

«Manda, Signore, l’angelo dell’annunciazione!» È un’invocazione che mons. Delpini lancia nove volte: per chi è morto senza una carezza perché non ce l’ha fatta a sopravvivere al virus; per i morti dimenticati; per quelli non sono pianti da nessuno; per noi che siamo rimasti con il vuoto dell’assenza dei nostri cari; per noi che non siamo riusciti a dare aiuto; per le persone desolate, per le coppie che aspettavano un bambino che non è nato; per quelle che aspettavano un amore che non s’è compiuto.

Manda, Signore, l’angelo dell’annunciazione che possa dar conforto a chi vede partire i morti degli altri, dopo tanto lavoro e tanta scienza per cercare un rimedio. Mandalo ai medici e agli infermieri che dica loro: siete anche voi angeli dell’annunciazione, anche a voi è affidato il messaggio per dire a ciascuno che soffre: ìl Signore è con te.

L’omelia va letta riga per riga, parola per parola, perché ciascuno di noi è destinatario dell’annuncio.

La trovi nel testo integrale, cliccando QUI

Qui sotto, invece, la puoi ascoltare nello spezzone video trasmesso grazie a ChiesaTV.


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