Visite alle famiglie: una comunità missionaria

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11 10 2015
(a cura di Mario)
Dal prossimo 3 novembre, anche quest’anno in occasione del Natale, sacerdoti, consacrati e laici della nostra Comunità pastorale busseranno a ogni porta delle case dei nostri quartieri per portare la Pace del Signore. 
 
In vista di questo, don Giuliano, a nome anche di Giusy e don Stefano, rivolge un invito a tutti i fratelli della Comunità, in particolare a quanti già prestano un servizio pastorale, perché, nello spirito dell’Anno della Misericordia, si facciano missionari – anche per solo due ore, dalle 18 alle 20 di un giorno qualsiasi – per uscire in coppia e bussare alle porte di un palazzo e testimoniare così la presenza e il calore di una Comunità che sa portare una parola di pace.
 
Ecco quanto scrive don Giuliano:
 
Una Comunità missionaria è una comunità che non teme di dire chi è, assumendosi le responsabilità. Questa cosa ce la sta facendo conoscere molto bene Francesco con la sua vita e con le sue parole. È un papa che non teme di esporsi perché la vita cristiana è mettersi in gioco (Card. Scola).
 
Abbiamo avuto modo negli ultimi mesi di essere una Comunità missionaria nel nostro territorio, abbiamo imparato lo stile del dialogo e dell’ascolto e ad ascoltare le paure con la forza ed il coraggio del Vangelo, che vuol dire: c’è una bella notizia per tutti.
 
L’Anno della Misericordia (8 Dicembre 2015 – 20 Novembre 2016) che la Chiesa si prepara a vivere, ci sprona a non chiuderci, ma a far conoscere il volto misericordioso del Signore che non ha disdegnato di farsi uomo per portare a tutti la parola della pace: pace in terra agli uomini che Egli ama! (Lc 2,14b)
 
Per questo, nella carità, oso chiedere a tutti coloro che svolgono un servizio in Comunità, di essere missionari per due ore, dalle 18 alle 20, andando nelle case del nostro territorio a portare la pace del Signore.
 
È un gesto che possiamo fare tutti! È’ un gesto che dice e dà un volto alla nostra Comunità Pastorale. È un gesto che ti invita ad essere protagonista, nella fede che ti è stata donata, per una Chiesa aperta. È un esercizio che educa all’umiltà, all’ascolto, a sentire e a vivere accanto al fratello e alla sorella che abitano in questo territorio.
 
A te che vivi già un servizio chiedo, umilmente, di dare la tua disponibilità per una sola volta! Questo lo potrai fare o scrivendomi una mail (giuliano.savina@gmail.com) o dando il tuo nome presso la segreteria parrocchiale. Sarai poi contattato.
 
Insieme a Giusy e a don Stefano
vi saluto nella stima e nella riconoscenza del bene che a nome di Gesù fate in mezzo a noi,                                donG
 
 

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