Per la buona notte
una preghiera con Maria

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una preghiera con Maria
05 05 2020

Da ieri sera, proponiamo e viviamo il momento familiare della buona notte come una breve preghiera con Maria, madre di Gesù e madre nostra. (Troviamo il video nel canale Gregor Insieme su YouTube)

In questo seguiamo l’invito del nostro Arcivescovo, che nella sua Lettera pastorale ci scriveva: «Raccomando che il mese di maggio sia vissuto come occasione per pregare e per insegnare a pregare, perché la confidenza in Maria, la Madre, aiuti tutti i figli a contemplare i misteri di Cristo con quell’intensità di affetto, di partecipazione che ci conforma ai sentimenti di Gesù».

Ogni sera, contempleremo, con il cuore e con gli occhi di Maria, un evento della vita di Gesù: tutto ciò che Lui è stato, ha fatto e detto è incontro con l’amore di Dio per noi.

Non sarà quindi il Rosario (chi è interessato alla preghiera del Rosario ha già i suoi appuntamenti, primo tra tutti quello da Lourdes), ma una preghiera con Maria, seguendo i misteri del Rosario (verrà comunque proposta una decina, secondo la modalità – raccomandata da Papa Giovanni Paolo II – delle clausole incentrate sul nome di Gesù).

Scrive infatti Papa Giovanni Paolo II nella Rosarium Virginis Mariae: «Il baricentro dell’Ave Maria, quasi cerniera tra la prima e la seconda parte, è il nome di Gesù. Talvolta, nella recitazione frettolosa, questo baricentro sfugge, e con esso anche l’aggancio al mistero di Cristo che si sta contemplando. Ma è proprio dall’accento che si dà al nome di Gesù e al suo mistero che si contraddistingue una significativa e fruttuosa recita del Rosario. Già Paolo VI ricordò, nell’Esortazione apostolica Marialis cultus, l’uso praticato in alcune regioni di dar rilievo al nome di Cristo, aggiungendovi una clausola evocatrice del mistero che si sta meditando. È un uso lodevole, specie nella recita pubblica. Esso esprime con forza la fede cristologica, applicata ai diversi momenti della vita del Redentore. È professione di fede e, al tempo stesso, aiuto a tener desta la meditazione, consentendo di vivere la funzione assimilante, insita nella ripetizione dell’Ave Maria, rispetto al mistero di Cristo. Ripetere il nome di Gesù – l’unico nome nel quale ci è dato di sperare salvezza (cfr At 4, 12) – intrecciato con quello della Madre Santissima, e quasi lasciando che sia Lei stessa a suggerirlo a noi, costituisce un cammino di assimilazione, che mira a farci entrare sempre più profondamente nella vita di Cristo. Dallo specialissimo rapporto con Cristo, che fa di Maria la Madre di Dio, la Theotòkos, deriva, poi, la forza della supplica con la quale a Lei ci rivolgiamo nella seconda parte della preghiera, affidando alla sua materna intercessione la nostra vita e l’ora della nostra morte».

 Al Rosario vero e proprio dedichiamo le sere dei quattro giovedì di maggio, quando, alle ore 21, potremo collegarci in Tv o via radio  (Chiesa TV, il portale della diocesi www.chiesadimilano.it, Radio Mater e Radio Marconi) con la recita del Rosario da parte dell’Arcivescovo mons. Delpini.


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