“Gente, chi ti ha convinta
che la salute è tutto?”

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che la salute è tutto?”
06 01 2021

Una scossa al popolo cristiano, quella data dall’Arcivescovo Delpini in Duomo durante il Pontificale dell’Epifania. «Gente del mio tempo, – ha esordito – perché non sei in cammino? Perché te ne stai seduta nelle tenebre che ricoprono la terra, nella nebbia fitta che avvolge i popoli? . . . Gente del mio tempo, chi ti ha convinta che quando c’è la salute c’è tutto? Chi ti ha persuasa che la generosità sia un azzardo, la compassione una debolezza, che l’amore sia un pericolo, che la promessa per sempre sia un’imprudenza? Perché te ne stai a testa bassa a compiangere la tua situazione?»

«Sembra – ha continuato – che il virus, che stiamo combattendo e che cerchiamo con ogni mezzo di arginare, abbia seminato non solo malattia e morte, ma un male più oscuro, una paralisi dello spirito, una specie di sospensione della vita, una confusione sul suo significato, uno scoraggiamento e un senso di impotenza».

Da qui, il richiamo, più un ordine che un invito: «Mettiamoci in cammino per andare a adorare il re dei Giudei, il Cristo, il nostro Dio e salvatore. Riconosciamo che abbiamo bisogno non solo della salute, ma della salvezza. Cerchiamo un significato della vita, per l’impegno, per la morte. Gesù è la via, la verità, la vita che ci rivela che la vita è vocazione a rinnegare l’empietà e ad attendere la speranza. Cerchiamo un criterio per distinguere il bene dal male. L’opera di Gesù è per riscattarci da ogni iniquità e formarci come popolo puro che gli appartenga. Cerchiamo una ragione, che non sia solo reazione emotiva, per l’impegno, la solidarietà e l’opera di pace. Gesù ci rende pronti per ogni opera buona. Venite ad adorare il nostro Salvatore: non è un’idea, non è una dottrina, è presente, vivo, ci parla, ci chiama. Forse la gente di questo tempo sente quasi umiliante cercare la salvezza in qualcosa che non sia opera delle proprie mani, ma io, e tutti i cristiani, vogliamo proprio fare così e, forse, potremo essere come una stella che offre gioia a gente che sappia alzare lo sguardo».

Ma ascoltate l’omelia integrale in questo video:


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