Un dì di festa…

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25 10 2017

(a cura di Emanuele C.)
Quello che è accaduto alla nostra comunità domenica 22 ottobre 2017 non sarà ricordato nei libri di Storia. Perché non è successo nulla di ciò che interessa agli storici e ai cronisti.

Eppure 500 persone si sono trovate in una piazza di Milano. E non eravamo solo noi, i parrocchiani di Goretti e Greco, riuniti per la festa annuale della comunità (clicca QUI). Con noi c’erano 170 ospiti, persone che hanno motivi diversi per sentirsi ospiti nei nostri quartieri, persone che per varie ragioni hanno lasciato la casa o la terra di origine. Persone le cui biografie non interessano agli storici e ai cronisti, ma che per noi sono importanti, perché incrociano le nostre, e insieme costituiscono la trama di un tessuto che è la vita dei nostri quartieri. Per cui domenica 500 persone hanno mangiato e bevuto tutte assieme, lo stesso cibo cucinato dagli Alpini, seduti agli stessi tavoli, ascoltando la musica di un coro di canti africani, alcuni anche ballando

Ma c’è dell’altro, perché il nostro presbitero ci ha fatto riflettere su cosa significa essere ospiti che ospitano e ospiti ospitati. Ricordandoci che siamo tutti ospiti dell’Altissimo, su questa Terra che non ci appartiene. E abbiamo celebrato tutti insieme la Messa spezzando e mangiando un’ostia, il cui nome originario latino è hostia, e viene da hostis, proprio come ospite, per quel significato di uguaglianza e reciprocità che è alla radice dell’ospitalità.

Tutto ciò non interessa gli storici e i cronisti, per cui non sarà mai scritto nei libri di Storia, dove si narrano i fatti che riguardano i potenti, ciò che fa scalpore, ciò che fa notizia anche perché spaventa.

Quello che è successo domenica 22 ottobre è invece qualcosa di molto positivo, bello e gioioso, che interessa le nostre vite e rimarrà scritto in altri libri, quelli dello Spirito, che sono i nostri umili cuori.


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