Ramo di Mandorlo speciale
durante tutto l’Avvento

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durante tutto l’Avvento
23 11 2019

Nelle prossime domeniche di Avvento, il Ramo di Mandorlo verrà distribuito in edizione speciale: non più due, ma quattro pagine con le prime due dedicate ai temi dell’Avvento. È la proposta alla Comunità pastorale per aiutarci a seguire il filo tracciato dalla Lettera pastorale dell’Arcivescovo, intrecciato ai temi proposti dai Vangeli domenicali di questo tempo. 

Questo prima domenica raccogliamo due pensieri dell’Arcivescovo: “Il tempo di Avvento è un tempo propizio per imparare a pregare. …E non so tradurre in altro modo questo desiderio se non dicendo che dobbiamo essere gente che prega e che insegna a pregare” e “L’educazione alla preghiera si realizza nell’insegnare le parole, nel creare le condizioni ambientali di silenzio e di attenzione, nell’offrire la testimonianza esemplare di adulti che pregano.” 

Ed ecco alcuni spunti suggeriti per entrare nell’ascolto e nella preghiera: 

INSEGNACI A PREGARE 

L’atteggiamento migliore di fronte alle resistenze e alle difficoltà nei confronti della preghiera è quello dei discepoli che, dopo aver visto Gesù ritornare lieto e disteso dalla preghiera, gli hanno chiesto: Signore, insegnaci a pregare. 

Gesù è il vero maestro della preghiera e noi sediamo vicino ai suoi discepoli ed ascoltiamo la sua parola.
Innanzitutto Gesù ci rassicura: dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro.
È meraviglioso scoprire la vicinanza di Dio in una vita (e in una famiglia) che impara a pregare! 

IL SILENZIO 

L’esperienza della preghiera è anzitutto legata alla capacità di fare silenzio dentro di noi, al tentativo di isolarci dai rumori e dalle distrazioni della città per ritrovare l’eco della voce di Dio. 

La condizione stessa della preghiera è un certo silenzio anche dei desideri e dei rimpianti. Dedicare uno spazio quotidiano alla preghiera è quindi scegliere, come Maria di Betania (vedi Luca 10, 41-42), l’unica cosa necessaria: vuol dire aver capito che l’incontro con Dio è la novità più importante è significativa di ogni nostra giornata. Nella Bibbia leggiamo che Mosè, la guida del popolo d’Israele, parlava con Dio faccia a faccia: è bello fare anche nella nostra preghiera questa esperienza di intimità. Sentire il respiro del Signore, il rumore dei suoi passi nel nostro giardino. Per conoscere bene una persona non ci si può accontentare del sentito dire: dobbiamo dialogare con lei a quattr’occhi: può bastare anche uno scambio di saluti per cominciare a farci un’idea dell’altro. La cosa straordinaria del nostro dialogo con Lui è che se all’inizio sembriamo noi che incominciamo a parlare a Dio, a un certo punto ci troviamo a parlare con Lui, ed infine scopriamo che pregare è ascoltare Dio che parla con noi!”

CHIEDIAMO IL DONO DELLO SPIRITO SANTO

Oltre al silenzio e al tempo personale che decidiamo di dedicare alla relazione con Signore, per entrare in preghiera abbiamo bisogno di invocare il dono delle Spirito Santo per lasciarci condurre da lui nell’ascolto: 

“Apri, Spirito Santo, la mia bocca e il mio cuore, la mia mente, i miei sensi, tutto il mio essere ad accogliere il tuo dono e a lodare e benedire il Tuo nome, il nome del Padre, il nome del Figlio, il nome della Santissima Trinità. Donami, Signore, il senso della Tua presenza. Purifica il mio cuore e la mia volontà da ogni sentimento e da ogni movimento disordinato. Distogli il mio cuore da tutte quelle preoccupazioni ed attenzioni per me stesso che mi impediscono di cercare il mio vero bene. Decentrami Tu da me stesso, ed attirami a Te. Rivelami, Spirito Santo, nell’umanità di Gesù, l’amore di Dio per me. Fa’ che di questo amore io mi innamori, così che esso diventi il tesoro della mia vita ed io non viva che per lasciarmi amare da Te, ed a mia volta amare: amare Te, me e gli altri. 

Tu che sei l’Amore, insegnami a conoscerti, ad accoglierti, a riposare in Te. Ti affido tutte le resistenze, consapevoli ed inconsapevoli, che mi impediscono di fidarmi di Te e di abbandonarmi al Tuo amore per me. Ti affido, Spirito Santo, ogni mio bisogno. Insegnami tu a lasciarmi nutrire, condurre, governare da Te, con la stessa fiducia e la stessa docilità con cui una pecorella si lascia condurre al pascolo da quel pastore che riconosce come il miglior amico della sua vita. Insegnami Tu a ricevere da Te tutto ciò che Tu mi vorrai donare. Prendimi per mano e conduci i miei passi sulla via della vita…”.

Se non lo avete ritirato in Chiesa, trovate da leggere e scaricare il Ramo di Mandorlo dal sito cliccando QUI.


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