Il saluto a don Giuliano
che ci lascia con una sfida

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che ci lascia con una sfida
07 06 2019

(di Mario R.)
Dopo 15 anni di lavoro e di passione, don Giuliano ha salutato la sua Comunità pastorale. Nominato  nel settembre scorso Direttore dell’Ufficio Nazionale della Cei per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso, sta per arrivare il momento del distacco e il suo trasferimento a Roma dopo che per dieci mesi si è diviso tra Milano e la capitale con un ritmo settimanale di viaggi andata e ritorno. 

Lo sapevamo e lo temevamo questo momento perché quindici anni di presenza sono una fetta di storia che ha cambiato la vita di questo angolo di Milano, un quartiere di periferia, al confine con la Stazione Centrale, dove il dialogo interreligioso si fa realtà e necessità e l’ecumenismo diventa cifra di accoglienza.  Sono una fetta di storia da non dimenticare, ma da conservare nel libro della memoria.

Se ci voltiamo indietro troviamo l’accoglienza della comunità egiziana copta alla quale abbiamo permesso di realizzare, nel salone sotto la chiesa di S. Maria Goretti una  cappella elevata a parrocchia per le celebrazioni liturgiche ma anche per la catechesi. Troviamo la comunità protestante di lingua cinese che per alcuni anni si è trovata a pregare sempre nei locali sotto la chiesa. Troviamo l’Ambrogino d’oro assegnato per il senso dell’accoglienza  e della salvaguardia del Creato culminato con la realizzazione del Refettorio Ambrosiano, simbolo del rispetto della natura (non buttare il cibo non utilizzato, ma recuperarlo per ricavarne piatti degni degli chef più stellati) e dell’accoglienza di fratelli in fuga da fame e da guerre e in cerca di inclusione. E non dimentichiamo i percorsi di Iniziazione cristiana con gli incontri dei nostri bambini con coetanei di religione ebrea, protestante, valdese, metodista alla ricerca di ciò che ci rende fratelli e non nemici.

Tutti segni confermati dalle parole con le quali don Giuliano ci ha avvertito della sua nomina “…La formazione ecumenica e interreligiosa che in questi anni ha contagiato il nostro vissuto condizionandone lo stile di vita, a partire dalle famiglie dell’Iniziazione Cristiane, è quell’aggiornamento continuo e costante che lo Spirito del Signore ci chiede per stare al passo coi tempi, perché la corsa del Vangelo non si è ancora conclusa, anzi!

“La chiamata a essere una Comunità aperta che abita tra la gente multietnica e multireligiosa del nostro territorio, in questa benedetta città di Milano, è una sfida che orienta la nostra azione pastorale, proprio come il nostro Arcivescovo Mario ci ha scritto: Cresce lungo il cammino il suo vigore.

Il cammino non ci ha logorato, il cammino ha accresciuto in noi il vigore nella gioia del Signore, gaudete et exultate, desiderando e cercando di essere come Lui ci vuole. Come scriveva Arturo Paoli: camminando s’apre cammino. Il Signore, camminando, ci fa conoscere i sentieri di vita e ci colma di gioia con il suo volto.”

Grazie don Giuliano! E che il Signore continui a tenere la sua mano sul tuo capo.


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