Da lunedì Messa in chiesa
con coraggio e attenzione

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con coraggio e attenzione
15 05 2020

“Dopo tre mesi di gesso, cara grazia se stai in piedi. Osi qualche passo, magari non disdegnando una stampella o una spalla amica. A nessuno viene in mente di correre”. Lo scrive don Mario Antonelli, vicario episcopale per la celebrazione della Fede, annunciando che da lunedì prossimo, 18 maggio, le chiese potranno socchiudere i battenti per tornare a celebrare la S. Messa con la presenza dei fedeli. 

 Socchiudere i portoni, non spalancarli. Perché l’apertura è condizionata da obblighi di sicurezza che limiteranno la presenza dei fedeli.  Nel Protocollo sottoscritto dal Presidente della Cei, dal Presidente del Consiglio e dal Ministro degli Interni risuona un «Dovremmo farcela a riprendere», a riprendere in particolare la celebrazione comunitaria dell’Eucaristia. La gioia sarà misurata, scortata com’è da ragionevoli timori e da incognite pesanti. Il Protocollo intende «tenere unite le esigenze di tutela della salute pubblica con indicazioni accessibili e fruibili da ogni comunità ecclesiale». Declina così parole d’ordine inderogabili come distanziamento, protezione, scaglionamento, controllo.Potete farci un’idea guardando il breve video qui sotto.

 

Sono misure che nella nostra Comunità Pastorale sono state studiate, discusse e messe a punto dalla Diaconia con tutto lo staff tecnico e che proprio questa mattina, sabato 16 maggio, verranno presentate ai volontari che si sono messi a disposizione.

Poi da lunedì la prova di tenuta sul campo. Le messe feriali della prima settimana serviranno per un collaudo generale, in modo da arrivare alla prossima domenica, il 24 maggio, con un sistema già rodato, in grado di affrontare l’afflusso festivo.

Nel commentare le misure di prevenzione, l’Arcivescovo mons. Delpini si rivolge ai fedeli e ai sacerdoti: “Ringrazio il Signore, perché ci ha conservato nella fede in questo periodo. Ringrazio il Signore, perché i preti hanno cercato tutti i modi possibili per mantenere i rapporti con i loro fedeli della comunità. Ringrazio il Signore per quelle famiglie che hanno saputo creare forme nuove di preghiera in famiglia. Ringrazio il Signore per tante cose belle che pure sotto la pressione delle restrizioni, delle paure, delle prudenze, delle normative, abbiamo affrontato. Sotto la restrizione però abbiamo fatto tanto bene e adesso dobbiamo riprendere così come gente che sta facendo un percorso di riabilitazione e che vive questo coralmente. Nella parola che ho già più volte ripetuto, gareggiate nello stimarvi a vicenda, c’è lo spirito con cui voglio che viviamo anche questo tempo che viene.
Coraggio, auguri, attenzione. Il Signore cammina con noi. Siamo nel Cenacolo, ci prepariamo alla Pentecoste”.


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