Che ci fa un padre copto
nel Consiglio Pastorale?

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24 01 2017

Credere”, il settimanale del gruppo San Paolo dedicato al Giubileo della Misericordia in edicola questa settimana, riporta un interessante articolo che riguarda da vicino la nostra Comunità Pastorale.

Firmato da Stefano Pasta e sotto il titolo “Fraternità, anche lei nata per caso in via Gluck” racconta ai lettori che “nel quartiere dove abitò Celentano, il parroco don Giuliano Savina ha voluto il prete copto Zaccaria Ghattas membro stabile del Consiglio pastorale. «L’ecumenismo così diventa un fatto pratico»”.

Padre Zaccaria – racconta Stefano Pasta – guida la vicina chiesa di via Gluck, la strada della canzone di Celentano. «Là dove c’era l’erba…», come cantava il Molleggiato, ora pregano i copti, una delle più numerose realtà ortodosse in città. Cristiani che parlano in arabo: il loro nome deriva da “aegyptos”, rappresentano un quinto (circa 10 mila) degli egiziani nell’area metropolitana e sono i discendenti della comunità fondata da san Marco, che evangelizzò la Terra dei faraoni. A Milano hanno dieci chiese, nei comuni della provincia la sede vescovile (Cinisello Balsamo) e un monastero (Lacchiarella)”.

L’amicizia tra la nostra Comunità Pastorale e la comunità copta nasce due anni fa. Racconta padre Zaccaria: «Nel febbraio 2015 i media trasmettevano le barbare immagini della decapitazione dei lavoratori egiziani in Libia. Erano copti uccisi dall’Isis perché cristiani». In quei giorni difficili un prete cattolico bussò in via Gluck: «Don Giuliano venne a portarci la solidarietà della parrocchia. Non lo conoscevamo, fece un piccolo saluto alla fine della nostra Messa e i fedeli scoppiarono in un applauso fraterno». Certi gesti non si dimenticano».

Ma inutile tentare un riassunto. Meglio leggere l’articolo integralmente. Lo trovate cliccando QUI.


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