Quando la parola
nasce dal silenzio

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nasce dal silenzio
26 08 2020

Giovanni Russo ha trascorso un periodo di riposo meditando, nel grande silenzio del Lago Maggiore, sui versetti del Siracide e mettendo su carta il prodotto delle sue riflessioni. 

Ce le invia, assieme ai saluti suoi e della moglie Lucia,  assolutamente non per mettersi in cattedra ma come segno di condivisione, in particolare su tre aspetti: Timor di Dio, Mitezza e umiltà, Libertà umana. 

Ecco cosa ci scrive:

IL TIMOR DI DIO.
Il libro del Siracide, nella parte iniziale, dice che “il timore di Dio è gloria e vanto, gioia e corona di esultanza” (1, 9).

A prima vista la frase”Timor di Dio” sembra piuttosto incutere paura e terrore di fronte alla Sua Potenza. Ma se associamo la Potenza di Dio alla Sua infinita bontà, il timore si trasforma in rispetto, in ossequio da parte dell’uomo consapevole di essere creatura imperfetta. Allora, il Timor di Dio va inteso come il sentimento di religioso rispetto di un figlio nei confronti del proprio Padre misericordioso.

Il Capitolo 2 del Siracide inizia con la frase: “Figlio, se ti presenti per servire il Signore, preparati alla tentazione“.  Già da questo si capisce che la vita al seguito di Gesù non è un divertimento, non è facile, ma occorre senz’altro il suo aiuto per potergli stare accanto. il Siracide consiglia di accettare quello che capita nella vita, di essere pazienti nelle vicende dolorose,  e da’ una spiegazione: è con il fuoco che si prova l’ oro, e allo stesso modo l’uomo viene provato nel crogiolo del dolore. Questo non vuol dire che la vita cristiana è sofferenza e la vita non cristiana godimento. Il Siracide semplicemente raccomanda di affidarsi al Signore, di aspettare  la Sua misericordia, di sperare nei suoi benefici, in attesa della felicità eterna. 

E’ con questo spirito che dobbiamo affrontare gli aspetti dolorosi della vita, che verranno comunque: sia che seguiamo il Signore sia che non lo seguiamo. E allora è meglio approfittare dei consigli del Siracide, affidarsi al Signore, affidarsi al suo amore, affidarsi alla sua misericordia.

MITEZZA E UMILTÀ
Il Siracide (10,6) raccomanda: “Non crucciarti con il tuo prossimo per un torto qualsiasi; Non far nulla in preda all’ira. Odiosa al Signore e agli uomini è la superbia.”

Il rimedio a questi difetti ce lo suggerisce Gesù stesso (Mt,11,29): “Imparate da me, che sono mite e umile di cuore“. 

E Maria, nel Magnificat, ci dice che il Signore “ha esaltato gli umili e ha fatto grandi cose per lei, guardando all’umiltà della sua serva“.

Gesù e Maria sono gli esempi più alti che possiamo desiderare di imitare.

LA LIBERTA’ UMANA
Il Siracide (15, 14 e segg.) ci ricorda che “il Signore creò l’uomo e lo lasciò in balia del suo proprio volere….Egli ti ha posto davanti il fuoco e l’acqua: là dove vuoi potrai stendere la tua mano“.

Agire bene usando da soli della nostra libertà è cosa molto difficile, a causa della nostra fragilità. E allora? Dobbiamo stare vicini al Signore, chiedergli il discernimento e la forza necessari a fare quello che gli è gradito e che ci porti in Paradiso.


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