Pranzo e visita al Refettorio Ambrosiano

News > Comunità Pastorale > Associazioni e Movimenti > Pranzo e visita al Refettorio Ambrosiano
15 06 2015

Domenica 14 giugno finalmente il Refettorio Ambrosiano si è aperto alla comunità: circa 80 persone hanno risposto all’invito al pranzo riservato alle persone sole, e si sono trovate in compagnia …. del vicario episcopale mons. Carlo Faccendini, del direttore della Caritas Ambrosiana Don Roberto Davanzo, di uno degli ideatori del Refettorio Davide Rampello, insieme al presidente e a un consigliere del consiglio di Zona 2 e alla diaconia della comunità pastorale.

Per nulla intimiditi dalle grandi personalità, i convitati hanno apprezzato lo squisito pranzo (tratto da eccedenze di Expo) che ha avuto inizio con un tris di antipasti, seguiti da caramelle ripiene di asparagi in crema di formaggi, pasta al pesto, polpette di manzo con patate al forno per concludersi col delizioso dessert di gelato al maracuja con croccanti.

Tutti sono rimasti colpiti dalla bellezza del luogo, dalla bontà del cibo, dal clima festoso e fraterno: non sono mancate parole di gratitudine ed apprezzamento non solo da parte degli ospiti “importanti” ma anche della “gente comune”.

Poi nel pomeriggio il Refettorio si è aperto alle visite: per nulla scoraggiati dal brutto tempo, molti  hanno approfittato dell’occasione per entrare, vedere, chiedere, ascoltare. Alcuni volontari insieme a don Giuliano si sono resi disponibili per illustrare il portale, la vetrata, gli arredi, le opere d’arte, l’attrezzatissima cucina con l’incredibile enorme cappa ….

Ma leggiamo ora di seguito le emozioni scaturite in Bianca, che scrive:
                                       nonsolocibo.con
Non è assolutamente un indirizzo elettronico, perché in queste misteriose cose virtuali, dire che sono una frana è farmi un complimento. Vuol essere solo il titolo-sintesi del gradevolissimo pranzo nel Refettorio Ambrosiano (che merita la lettera maiuscola).


Ma andiamo per ordine: l’invito rivolto alle persone che, solitamente, siedono da sole a tavola, è partito da don Giuliano a cui non si può dire che manchino idee sorprendenti che, nella realizzazione, coinvolgono un po’ tutti.


E siccome durante la Messa delle 11, tuonava e pioveva a catinelle, devo confessare che nella mia personale preghiera dei fedeli ho chiesto al Signore di interrompere la pioggia almeno durante l’ingresso al Refettorio. E il Signore che è proprio buono, mi ha ascoltato: ha fatto ripiovere solo quando tutti eravamo seduti in questo accogliente luogo, bello nel senso dell’armonia e dell’eleganza raffinata. Perché, ci è stato spiegato ed ovviamente condiviso, che il mangiare insieme può essere e diventare un momento sacro. E fondamentale è stata questa l’idea che ha accompagnato la ristrutturazione del vecchio teatro per creare uno spazio che, diversamente dalla mensa, vuole essere Refettorio, luogo di incontro dove, insieme al cibo, si consuma il raccontarsi all’altro, dove si può guardare oltre per scoprire il prezioso anche nella semplicità della routine quotidiana.


Eravamo numerosissimi, vicini al centinaio. Si sono ritrovate persino le anziane maestre coi loro alunni ovviamente …. anche loro non più bambini. Si sono fatte certe risate che trasudavano lontani ricordi. Si sono raccontati pezzi di vita magari lontana. Si sono conosciute nuove persone. Ma quel che conta è stata la sorpresa del menù. Un menù allestito e servito da chi sa che il cibo è eccellente e gradito solo se dentro c’è il cuore di chi lo ha preparato senza sprecare nulla, anzi utilizzando quello che potrebbe invece diventare spreco.


Dice un proverbio persiano che se tu offri il vino alla montagna, anch’essa comincia a danzare. E se non una danza, da parte di tutti è stato uno stare insieme particolare. Intanto fuori continuava a piovere, ma nessuno si preoccupava. Tanto lì dentro si stava benissimo. Si potevano ammirare da vicino i piccoli e i grandi dettagli di questo luogo che esprime bellezza e gioia. Le ore sono volate, come succede quando sono efficaci e quando si condivide positivamente il tempo, grazie alle autorità intervenute, ai presenti, al gruppo splendido che ha cucinato, ai volontari che hanno servito eleganti nei loro grembiulini.


Ma nulla succede senza una ragione: a volte può accadere che qualcuno o qualcosa rompe, magari solo un poco, l’involucro duro in cui ci siamo avvolti, per far uscire il meglio di noi che, erroneamente, teniamo nascosto.
E’ notte ormai ed il vantaggio di dormire solo poche ore mi permette di rivedere al rallentatore un pomeriggio domenicale davvero bello, davvero importante, anche con pioggia incorporata.


CONDIVIDI!