Il 150^ compleanno dell’Azione Cattolica Italiana

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30 10 2017

(a cura di Alessandro C.)
Mario Fani, Giovanni Acquaderni, Armida Barelli, Luigi Gedda, Alberto Marvelli, Vittorio Bachelet, Giuseppe Lazzati, Piergiorgio Frassati, Carlo Carretto. Ho fatto soltanto alcuni nomi di una lista che potrebbe davvero essere infinita e che  rappresenta tutti coloro che dal 1867  in poi hanno voluto vivere la propria fede e la propria appartenenza alla Chiesa nella  forma dell’Azione Cattolica.

Quest’anno 2017 l’Azione Cattolica ha compiuto 150 anni e questo particolare anniversario è stato festeggiato dall’Azione  Cattolica del nostro decanato Zara con una serata che si è tenuta il 28 ottobre  presso il Refettorio Ambrosiano di piazza Greco  e che ha visto la presenza come autorevole relatore di Luca Diliberto, già vicepresidente per il settore giovani dal 1989 al 1992 e presidente della cooperativa In dialogo dal 2005 al 2008.

Luca, nato a Milano nel 1963, è sposato con Chiara dal 1993, ha tre figli e dal 1990 insegna presso l’istituto Leone XIII, retto dai padri gesuiti. Laureatosi in Storia del Cristianesimo nel 1988 presso l’Università degli Studi di Milano, ha pubblicato volumi e saggi su figure e vicende della storia della Chiesa italiana nel Novecento; ha dato un contributo all’avvio dell’archivio Lazzati e, con l’Opera Madonnina del Grappa di Sestri Levante, alla diffusione della conoscenza di Padre Enrico Mauri, primo assistente ecclesiastico della Gioventù Femminile.

Per tutte queste ragioni, oltre per il fatto che per molti di noi è  stato amico e compagno di viaggio del cammino associativo per  tanti anni,  gli  abbiamo chiesto un contributo per aiutarci a  riflettere e rileggere questi 150 anni. Anni nei quali,  giova  ricordarlo, la storia dell’Associazione si è intrecciata con la storia  dell’Italia, dalla formazione dello stato unitario alla proclamazione  della Repubblica, e ancor più con la storia della Chiesa  diventando  un luogo fecondo e privilegiato di formazione e organizzazione del laicato cattolico.

L’Azione Cattolica nasce in diocesi di Bologna  attraverso l’iniziativa di alcuni giovani tra cui Mario Fani e Giovanni Acquaderni.  Armida Barelli ePadre Enrico Mauri nel 1918 fanno  nascere in diocesi di Milano (ma nel volgere di pochi anni diventerà nazionale) la  gioventù femminile. Un  fatto che per noi  sembra scontato e tranquillo allora non lo era. Questa iniziativa apre la partecipazione femminile alla vita della Chiesa e contribuisce a rendere particolarmente popolare e capillare la presenza associativa.

Dobbiamo anche pensare che a differenza di oggi la pastorale non era cosi strutturata e organizzata e quindi  l’Azione Cattolica ha avuto il pregio, il merito e l’attitudine di colmare un vuoto dando cosi una opportunità di formazione, di apostolato e di crescita spirituale che altrimenti non ci sarebbe stata.

L’Azione  Cattolica  ebbe  un  ruolo  decisivo  nel  formare  anche  laici  adulti  capaci  di  farsi  carico  della  città  attraverso  l’assunzione  di  responsabilità  civili. Di  fatto  per  molti  anni  i  quadri  e  i  dirigenti  della  Democrazia  Cristiana  giunsero  dall’Azione  Cattolica.  Nel  secondo  dopoguerra  l’Azione  Cattolica  giunse  ad  avere  tre  milioni  di  iscritti ,  ma  nelle  parrocchie  riusciva  a  coinvolgerne  almeno  il  doppio.

Luca  ha  espresso  in  pillole  la  storia  dell’Azione  Cattolica  dichiarando  subito  il  limite  del  suo  compito.

In  poco  più  di  un’ora  era  impossibile  raccontare  150  anni  di  storia. Ma  riflettendoci  ora, posso  dire  che  seppur  nella  brevità Luca  è  riuscito  davvero  bene  in  questo  compito.  Ci è  riuscito  non  solo  per  la  sua  comprovata  competenza  in  materia, ma  anche  perché  essendo  in  associazione  dall’età  di  16  anni  ha  saputo  profondere  nella  sua  relazione  tutta  la  passione, l’entusiasmo, la  gioia  e  la  convinzione  di  chi  l’Azione  Cattolica  l’ha  fatta   e  l’ha  vissuta.

A   questo   proposito   è  bello  ricordare, come  lui  ha  fatto,  che  una  delle  prime  persone  da  lui  incontrate  in  AC  è  stata  la  “nostra” Giuseppina  Brasca che  ha  saputo  coinvolgerlo  con  attenzione, rispetto  e  sensibilità  nei  primi  passi  del  cammino  associativo

Luca   al  termine  dell’esposizione  storica  ha  tentato  , da  buon  laico  di  AC,  di  attualizzare  la  storia  passata  per  intravedere  delle  piste  sulle  quali  lavorare  nel  futuro. L’Azione  Cattolica  oggi  ha  un  senso  perché –  ha  detto –  può  essere  capace  di  interpretare  questo  presente guardando  ai  segni  del  futuro  che  vi  sono  dentro. E,  ha  aggiunto, gli  snodi  in  cui  si  è  articolata  la  storia  dell’AC  sono  dati  da  un’attenzione prettamente  profetica del  reale: l’AC  ha  cresciuto  generazioni  di  laici  capaci  di  questa  profezia  sul  reale.

In  questo  senso  il  futuro presente  può  voler  dire  questa  cosa,  siamo  presenti  nell’oggi, ma  contemporaneamente  possiamo  sognare  il  futuro.

Partendo  dalla  constatazione  che  l’AC  ha  saputo  dare  il  meglio  di  sé  quando  si  è  addentrata  in  terreni  che  altri  frequentano  poco,  Luca ha proseguito con i  suoi  “  sogni  “:

1° Perché  non  creare  l’Azione  Cattolica  Migrati    per  coinvolgere  tutti  coloro  che  provenenti  dall’estero  ormai  vivono  stabilmente  all’interno  delle  nostre  città  e  offrire  loro  un  cammino  di  formazione  alla  corresponsabilità  ecclesiale?

2° Lo  statuto  pratico  dei  laici :  cosa  deve  essere  un  laico  per  essere  un  buon  cristiano?   Da  laici,  proprio  perché  viviamo  questo  sulla  nostra  pelle, dovremmo  disegnare  un itinerario  percorribile  da  tutti  che  tenga  conto  della  concretezza  della  vita  quotidiana.  Questo  per  evitare  di  imporre  pesi  inutili.

3° Proporci  come  luogo  privilegiato  per  un  ascolto  continuato  e  meditato  della  Parola  all’interno  della  nostra  diocesi  continuando  la  consegna  lasciateci  a  suo  tempo  dal  Cardinale  Martini: quale  posto  hanno  i  giovani?  quale  posto  hanno  i  ragazzi?  Assumerci  questo  compito  garantirebbe  organicità  e  omogeneità  evitando  che  l’estemporaneità  di  singole  iniziative  faccia  passare  questo  aspetto  come  un  pallino  di  pochi.

Noi  questo  non  possiamo  permetterlo.

A  margine  di  quanto  detto  da  Luca  Diliberto  durante  tutta  la  serata,  io  da  cronista , debbo  annotare  la  profonda  attenzione  con cui  è  stato  seguito  e  ascoltato  da  più  di  90  persone.  A  un  certo  punto  mi  sono  reso  conto  che  perfino  i  volontari  del  refettorio  che  stavano  preparando  la  cena  per  noi  con  la  solita  maestria,  si  sono  fermati  in  un ascolto  assorto.

Vi   è  stato  poi  spazio  per  un  breve  dibattito  dove  Luca  è  potuto  intervenire  per  completare  e  illustrare  altri  aspetti  del  cammino  associativo.

La  cena  preparata  dal  Refettorio  Ambrosiano  e  voluta  da  Felice  Indovino, organizzatore  della  serata,  come  segno  di  condivisione  concreto  fatto  dall’AC  verso  chi  è  nel  bisogno,  ha  offerto  la  cornice  per  continuare  in  un  clima  di  festa  e  fraternità  la  conversazione   e  lo  scambio  di  idee, esperienze, ricordi.

Abbiamo  avuto  anche  la  gioia  di  essere  stati  visitati  da  don  Gianni  Zappa, Assistente  Unitario  della  diocesi,  don  Massimo  Fumagalli  e  da  don Ambrogio Piantanida.  La  loro  presenza  ci  ha  davvero  riempito  di  gioia  e  gratitudine.

Da  segnalare  inoltre  la  presenza, anche  a  nome  della  presidenza  tutta, di  Chiara  Grossi, vice  presidente  degli  Adulti.

Paolo  Danuvola  verso  la  fine  della  serata  è  intervenuto  per  raccontare  il  futuro  della  Cooperativa  In  dialogo,  mentre  Roberto  Nobili  ha  fatto  gli  onori  di  casa  raccontando  e  presentando  l’attività  svolta  da  ormai  quasi tre  anni  dal  Refettorio  Ambrosiano.

Concludo  questo  mio  racconto  esprimendo  la  mia  gioia  per  la  serata  vissuta  e  per  la  presenza  importante  e  preziosa  di  Luca  Diliberto. Credo  che  l’Azione  Cattolica,  oltre  che  essere  luogo  di  crescita  nella  fede, scuola  di  santità, palestra  del  dialogo  e  del  confronto,  resta  con  la  sua  diocesanità  e  la  sua  partecipazione  alla  vita  della  Chiesa  la  garanzia  migliore  per  una  presenza  non  episodica  e  sporadica,  ma  fedele, continuativa, capace  di  sacrificio   senza  personalismi  e  autoreferenzialità , ma  dentro  un  cammino  molto più  grande  di  noi che  ci  precede  e  continuerà  anche  dopo  di  noi…


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