Il Vangelo della domenica – 21
”Perché cercate tra i morti colui che è vivo”?

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”Perché cercate tra i morti colui che è vivo”?
15 04 2023

di don Pino

Vieni, Spirito dell’ascolto, vieni in mezzo a noi, scendi su di noi, visita ogni cuore ed ogni mente… Vieni, Spirito che ci conduci all’esperienza della Pasqua del Signore Gesù.
Invito a vivere “l’unità” del cammino del Tempo di Pasqua.

Dalla Resurrezione alla Pentecoste
Come un sol giorno di festa!

I cinquanta giorni che succedono dalla domenica di Risurrezione alla domenica di Pentecoste si celebrano nell’esultanza e nella gioia come un solo giorno di festa, anzi come la “grande domenica”. Sono giorni nei quali, in modo del tutto speciale, si canta l’Alleluia. 

Le domeniche di questo tempo vengono considerate come domeniche di Pasqua e, dopo la domenica di Risurrezione, si chiamano domeniche II, III, IV, V, VI, VII di Pasqua. Questo sacro tempo dei 50 giorni si conclude con la domenica di Pentecoste. 

I Racconti pasquali dell’evangelista Giovanni 

Il Quarto Vangelo ha ben due capitoli dedicati ai racconti delle esperienze pasquali: Giovanni 20 e Giovanni 21. 

In Giovanni 20 sono narrati i seguenti episodi: 

– la visita alla tomba vuota da parte di Maria di Magdala, la quale poi torna al sepolcro dove vede, prima i due angeli dentro alla tomba e poi il giardiniere, che infine ella riconosce essere Gesù. 

– In mezzo, tra le due scene di questa storia, c’è il racconto di Simon Pietro e del discepolo che Gesù amava: anch’essi vanno alla tomba, però non vedono Gesù. Il discepolo che Gesù amava giunge alla fede. 

– Il terzo episodio è un racconto tanto breve quanto intenso: il primo giorno della settimana, Gesù si manifesta ai discepoli e dona loro la pace e lo Spirito, che li abilita alla missione di portare nel mondo il perdono del Padre. 

– L’ultimo episodio riguarda Tommaso, che quella sera era assente. Gli altri gli raccontano cosa è successo, ma lui non ci crede. 

Una settimana dopo Gesù ritorna, presente Tommaso: anch’egli entra nella fede in Gesù Risorto, a cui si affida, dicendo “mio Signore e mio Dio”.
Così il capitolo 20 arriva alla conclusione, molto importante, che rappresenta la “prima conclusione” del Quarto Vangelo.
La liturgia, ogni anno, in occasione della II domenica di Pasqua, ci invita a entrare in un ascolto rinnovato del terzo e del quarto episodio. 

Quattro vie da provare
per  avvicinarsi alla contemplazione

La sera del giorno “uno” della settimana. Momento quanto mai solenne! La precisazione temporale verte sull’ora, il giorno e la settimana.
Ciascuno di noi, insieme con chi si trova a condividere questo racconto, ascolti nella propria coscienza da quale passaggio si sente invitato alla contemplazione dallo Spirito del Signore. 

Propongo, perciò, alcune vie da provare a percorrere per avvicinarci all’esperienza di questa . 

1. Chi è questo Gesù, cosa fa e cosa dice? Questa domanda ci può aiutare a mettere a fuoco l’identità del Crocifisso Risorto: 

– la corporeità del Vivente, non più legata ai limiti della condizione umana
– i segni delle sue ferite
– i suoi doni: la pace, lo Spirito…
– I suoi gesti e le sue parole, il suo stare in mezzo
– la sua consegna ai discepoli
– il ritorno puntuale fedele “otto giorni dopo”
– La cura per Tommaso e per la comunità dei discepoli… 

2. Possiamo anche sostare sul cammino dei discepoli: 

– hanno ricevuto da Maria di Magdala l’annuncio che Gesù è risorto e tuttavia continuano a vivere nella paura
– dalla paura alla gioia, alla pace… Cosa provano ricevendo la pace di Gesù? e quali risonanze avvertono, quando sono invitati a ricevere lo Spirito che Gesù soffia su di loro? E la consegna dell’essere inviati a portare il perdono dei peccati?
– La testimonianza: abbiamo visto il Signore! Hanno incontrato Gesù risorto e in Lui riconoscono il Signore! E lo testimoniano a Tommaso.
– Come vivono quella settimana di “assenza” di Gesù, con Tommaso che si rifiuta di accettare la testimonianza da loro offerta? Che clima c’è nella comunità?
– Sono contenti che Gesù, tornando otto giorni dopo, di fatto va incontro alle “richieste” di Tommaso?
– Come sarà la vita comune tra loro dopo questo secondo incontro? 

3. C’è poi il confronto invitante proprio con Tommaso, nome che significa “gemello”. Gemello di chi? Certamente anche di ciascuno di noi.
– Non è presente quando viene il Risorto.
– Ma vuole vivere la stessa esperienza degli altri discepoli…
– …e non vuole “dipendere” dalla loro testimonianza per riconoscere la realtà del Risorto!
– Gesù va incontro a lui, offrendogli di poter fare esperienza delle sue ferite, con i segni dell’amore crocifisso risorto.
– È invitato alla fiducia e alla consegna di sé a questo amore.
– Arriva alla fede piena in Gesù, il crocifisso risorto: mio Signore e mio Dio! È la  maturazione della fede pasquale. Che il Signore ci doni di scoprire quanto siamo gemelli di Tommaso fino alla gioia della fede nel Signore Risorto! 

4. C’è ancora un passaggio prezioso da poter riprendere e approfondire nelle parole della conclusione del capitolo 20: dal vedere al credere per avere la vita nel nome di Gesù, il Cristo, il Figlio di Dio! In che misura il nostro cammino si ritrova nelle parole della conclusione di Giovanni 20? Per che cosa mi sento di ringraziare e benedire il Signore?

Alla luce di questa Parola, quale dono voglio chiedere in questa domenica? 


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