Silvio Morelli nelle favelas
a San Paolo, in Brasile

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a San Paolo, in Brasile
13 12 2021

È alle prese con la burocrazia brasiliana Silvio Morelli, missionario laico del Pime, nato e vissuto sulle rive della Martesana. Ricevuto il mandato, l’estate scorsa è ripartito per il Brasile dove è vissuto gli ultimi vent’anni, salvo una parentesi in Bangladesh. In vista del Natale ha inviato a Giuseppina Capra una breve lettera e alcune foto con le prime impressioni sulle favelas e le baraccopoli. Ecco cosa ci comunica:

«Olà, Giusy! Come stai, come state? Io sto bene; sono alle prese, e sto concludendo, le pratiche di registrazione del Visto di entrata e di rinnovo della patente brasiliana. Sono stato un mesetto a San Paolo, conoscendo la situazione del Pime lì. Il Pime è presente in due dei quartieri popolari di questa enorme metropoli. Sono collinette (con strade molto ripide per le mie ginocchia) stipate di micro abitazioni ammucchiate una sull’altra, ma non mancano vie che sono vere e proprie baraccopoli.

Ho potuto anche visitare una mia amica suora, che opera in una parrocchia dell’interno dello stato del Cearà; è una zona rurale, del cosiddetto Sertao. Oltre alla chiesa centrale, vi sono almeno sessanta comunità, lontane dai venti minuti alle due ore, visitate a turno dai due sacerdoti e dalle suore. E’ una realtà per vari aspetti diversa da quella di città, come potete immaginare, ma ove non mancano i gruppi criminali che si contendono il Brasile per lo spaccio di droga.

Un saluto a tutti e, se non ci sentiamo prima, Buon Natale.

Ciao

Silvio»


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