Sono qui per chiamare
alla vita i peccatori

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17 06 2020

Buona sera! Un saluto cordiale a tutte le persone della nostra Comunità Pastorale e quanti ci seguono in questo momento.
Benvenuti all’appuntamento della buona notte con le famiglie.

Siamo la famiglia Rossi: Annamaria e Mario. Anche questa sera ci salutiamo con un momento di ascolto del Vangelo di domani.

Entriamo in preghiera: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen. Chiediamo per tutti il dono dello Spirito dell’ascolto

Dio nostro Padre,
che hai promesso di stabilire la tua dimora
in quanti ascoltano la tua parola e la mettono in pratica,
manda il tuo Spirito,
perché richiami al nostro cuore
tutto quello che il Cristo ha fatto e insegnato,
e ci renda capaci di amarci gli uni gli altri
come lui ci ha amati.

 Dal Vangelo secondo Luca (Lc 5, 36-38)
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai farisei e agli scribi una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi».
Parola del Signore.

Questa settimana la nostra liturgia ci sta invitando all’ascolto del cap. 5° del vangelo di Luca.
Ci siamo già incontrati, nei giorni scorsi, con Simon Pietro e la pesca miracolosa e con il lebbroso risanato. C’è anche la guarigione e il perdono dell’uomo paralizzato e poi la chiamata del pubblicano Levi, che lascia indietro tutte le cose e si mette a seguire Gesù.

Levi fa un’accoglienza grande a Gesù e ai suoi discepoli e celebra la gioia della vita nuova con un banchetto, a cui invita tutti i suoi amici pubblicani. Gesù ci va e fa festa con loro!

Apriti cielo! I farisei e gli scribi non si raccapezzano: ma dove stiamo andando a finire? Adesso vi mettete a mangiare con i pubblicani e i peccatori?!
La conversione di un uomo peccatore invece di suscitare gioia (è un bene per tutti!) fa venir fuori riprovazione e sdegno.

E Gesù dice, a loro e a noi: sono venuto per chiamare alla vita i peccatori!

Finita la critica e la discussione di fronte alla gioia dei giorni del Messia che suscita la speranza? Eh, no.

Tutti presi dai banchetti e dal mangiare e bere, voi non siete veri credenti. I veri credenti digiunano, come noi, due volte alla settimana, al lunedì e al giovedì. Siamo gente seria, noi. Voi, invece…

Già: ma c’è lo sposo, vi mettete a far digiunare gli invitati quando c’è la festa? Digiunare adesso sarebbe come rattoppare un vestito vecchio, strappandone uno nuovo o come versare vino nuovo in otri vecchi. Fareste due cose così, senza senso?

Ora, il “nuovo” è il digiuno, il “vecchio” è la presenza dello sposo. Nessuno, bevuto il vino vecchio, vuole il vino nuovo: il vecchio è eccellente! Così è Gesù e la gioia messianica!

 

Terminato questo momento, possiamo pensare in famiglia alle nostre occasioni di festa e come le viviamo. Possiamo sentirci invitati anche noi nella compagnia dei peccatori e gioire della presenza di Gesù in mezzo a noi.
Possiamo anche gustare insieme un po’ di buon vino vecchio e brindare allo Sposo, a Gesù che ama la nostra umanità.

E ora, partecipiamo alla festa del Regno e diciamo: (nella nuova versione della CEI)

Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
10 venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
11 Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
12 e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
13 e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.

Ci salutiamo, nel Signore… Buona notte a tutte le famiglie e a tutti gli amici …


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