Pensiamo al nuovo
Consiglio Pastorale

News > Archivio > Appuntamenti > Pensiamo al nuovo
Consiglio Pastorale
11 03 2024

Da alcune settimane, a partire dalla lettera che l’Arcivescovo ha scritto l’11 febbraio scorso alle Comunità, dedichiamo uno spazio per orientare e preparare il rinnovo del Consiglio. Abbiamo circa due mesi per raccogliere le candidature per le nuove elezioni.

Ciascun giovane e adulto della Comunità si senta impegnato direttamente, per le elezioni del 25/26 maggio del nuovo Consiglio, a:

interrogarsi circa la propria personale disponibilità a candidarsi alle elezioni per il nuovo Consiglio,
individuare altre persone della Comunità a cui rivolgere l’invito a candidarsi.

Chi ha maturato o sta maturando la disponibilità a prersentarsi nelle elezioni di maggio, segnali il proprio nome direttamente a don Pino o ai membri della diaconia. Sarà l’occasione per confrontarsi e affrontare eventuali domande e interrogativi circa il compito del Consiglio e dei suoi membri.
Per aiutare a definire questa scelta, personale o sollecitata da altri nella Comunità, cominciamo a offrire alcune coordinate essenziali, dalle più elementari a quelle più di contenuto:
il Consiglio è eletto per il cammino pastorale di 4 anni
di solito, le sedute ordinarie del Consiglio annualmente sono 5-6
negli anni scorsi, ci siamo trovati al giovedì sera alle 21.00
ogni incontro del Consiglio ha un tema, un ordine del giorno, una traccia con domande ed eventuali testi per approfondire il tema pastorale su cui si vuole riflettere e confrontarsi.
-– Questo richiede la disponibilità ad arrivare all’appuntamento del Consiglio “preparati”, con la lettura e la riflessione personali, da cui partire per lavorare insieme nell’ascolto e nel confronto reciproco (per essere in ascolto della voce del Signore!).
Si richiede, salvo motivi di causa maggiore, di dare la precedenza agli incontri del Consiglio, mettendoli come priorità nella propria programmazione personale. Chi non può partecipare a una seduta deve segnalare la propria assenza. Coloro che restano assenti, senza giustificato motivo, per tre sessioni consecutive, decadono dall’incarico.

Chi prevede di non riuscire, al di là degli imprevisti, a garantire una continuità di partecipazione può orientare la propria disponibilità in altri compiti comunitari.

A cosa serve il Consiglio pastorale? E dunque, in funzione dei suoi obiettivi, quali consiglieri dobbiamo cercare e incaricare di questo servizio? Attingendo dal testo del Direttorio diocesano, il Consiglio è: 

*luogo di pensiero più che di organizzazione (dove si pensa il volto della Chiesa per questo tempo);
*luogo di discernimento e di lettura dei segni dei tempi;
*luogo di fraternità, condivisione, sinodalità;
*luogo in cui, con sensibilità diverse, superando ruoli e funzionalismi, si condivida la stessa preoccupazione per la missione ecclesiale;
*luogo che sappia guadagnarsi una sua autorevolezza davanti alla comunità;
*luogo in cui si superi la marginalità femminile nei luoghi decisionali ecclesiali…

Quali consiglieri per questo cammino?
– Anche se magari non ci sente già (un po’) avviati “sulla misura” di queste prospettive, può essere utilmente (e umilmente) consigliere chi vuole “imparare” questo stile di chiesa ed è disponile a dare cuore, mente e tempo nel camminare insieme con altri fratelli e sorelle per edificare la Comunità e correre l’avventura della sua missione.
Alla prossima puntata; cominciamo da qui: buona ricerca.


CONDIVIDI!