Domenica della parola di Dio
La celebriamo il 19 gennaio

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La celebriamo il 19 gennaio
15 01 2020

Il 30 settembre scorso Papa Francesco ha pubblicato “Aperuit illis”, una lettera apostolica sotto forma di Motu proprio per istituire una giornata, una domenica, dedicata alla Parola di Dio (QUI il documento integrale). La data fissata, nel calendario liturgico Roman o è quella della terza domenica del Tempo ordinario. Tenendo tuttavia conto dello specifico Calendario ambrosiano, che situa la festa della Sacra Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe (e la corrispondente Giornata per la Famiglia) all’ultima domenica di gennaio, nella Diocesi di Milano la Domenica della Parola di Dio viene fissata stabilmente alla Penultima domenica di gennaio, che quest’anno cade domenica prossima19 gennaio, in prossimità della Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del Dialogo religioso ebraico-cristiano ed entro la Settimana per l’unità dei cristiani.

Lo scopo di questa domenica è quello di promuovere «la celebrazione, la riflessione e la divulgazione della Parola di Dio» e Papa Francesco lo spiega benissimo nella prefazione a un’edizione tedesca della Bibbia destinata ai giovani (potete leggerla QUI) 

Il dedicare una giornata a meditare sulle Sacre Scritture è un’occasione preziosa per rendere la Chiesa sempre più consapevole di una realtà fondamentale della sua identità: la centralità della parola di Dio. “Non a caso – ricorda mons. Stefano Russo, vescovo emerito di Fabriano-Matelica e segretario generale della CEI nella presentazione di un sussidio per la giornata – il Concilio Vaticano II apre il suo documento sulla divina rivelazione Dei Verbum, qualificando la Chiesa essenzialmente come la comunità di quanti si pongono «in religioso ascolto della parola di Dio» (n. 1). La Chiesa si riconosce come la comunità dei credenti in ascolto di Dio, che parla attraverso le Sacre Scritture tramandateci nel corso dei secoli dalla Tradizione”.

Nel sussidio (che potete scaricare da QUI) trovate una guida utilissima: una prima parte con i segni e le preghiera da utilizzare durante la S. Messa, ma soprattutto una seconda e terza parte (da pag. 7 a pag. 25) testi biblici e testi magistrali per la preghiera personale e/o comunitaria.

Non occorre leggere tutto d’un fiato. Sono brani da distillare capoverso per capoverso con pause di meditazione tra l’uno e l’altro. Fate come fa papa Francesco con la sua vecchia Bibbia: “spesso la prendo, la leggo per un po’, poi la metto in disparte e mi lascio guardare dal Signore. Non sono io a guardare Lui, ma Lui guarda me: Dio è davvero lì, presente. Così mi lascio osservare da Lui e sento — e non è certo sentimentalismo —, percepisco nel più profondo ciò che il Signore mi dice. 

A volte non parla: e allora non sento niente, solo vuoto, vuoto, vuoto… Ma, paziente, rimango là e lo attendo così, leggendo e pregando. Prego seduto, perché mi fa male stare in ginocchio. Talvolta, pregando, persino mi addormento, ma non fa niente: sono come un figlio vicino a suo padre, e questo è ciò che conta.
Volete farmi felice? Leggete la Bibbia”. 

Non è un esempio fantastico da imitare?


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