Buon Natale nel Signore!

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22 12 2023

Cara Comunità e care famiglie;
cari ragazzi e cari anziani e malati;
cari tutti, 

vi giunga il nostro augurio gioioso del Natale del Signore Gesù!

E accompagniamo i nostri auguri con una riflessione di papa Francesco: 

800 anni fa, nel Natale 1223, San Francesco realizzò a Greccio il presepe vivente.
Qual è stata l’intenzione di San Francesco? Diceva così: «Vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello» (Tommaso da Celano, Vita prima, XXX, 84: FF 468).
Francesco non vuole realizzare una bella opera d’arte, ma suscitare, attraverso il presepe, lo stupore per l’estrema umiltà del Signore, per i disagi che ha patito, per amore nostro, nella povera grotta di Betlemme. Infatti il biografo del Santo di Assisi annota: «In quella scena commovente risplende la semplicità evangelica, si loda la povertà, si raccomanda l’umiltà. Greccio è divenuto come una nuova Betlemme» (ivi, 85: FF 469).

…il presepe nasce per riportarci a ciò che conta: a Dio che viene ad abitare in mezzo a noi. Per questo è importante guardare il presepe, perché ci aiuta a capire quello che conta…le relazioni. Le persone prima delle cose. 

…il presepe di Greccio… parla anche di gioia…E sulla gioia, dice la cronaca di allora: «E giunge il giorno della letizia, il tempo dell’esultanza! […] Francesco […] è raggiante […]. La gente accorre e si allieta di un gaudio mai assaporato prima […]. Ciascuno tornò a casa sua pieno di ineffabile gioia» (Vita prima, XXX, 85-86: FF 469-470). 

Ma da cosa derivava questa gioia natalizia? … era la gioia che trabocca dal cuore quando si tocca con mano la vicinanza di Gesù, la tenerezza di Dio, che non lascia soli, ma con-sola. Vicinanza, tenerezza e compassione, così sono i tre atteggiamenti di Dio. E guardando il presepio, pregando davanti al presepio, noi potremo sentire queste cose del Signore che ci aiutano nella vita di ogni giorno.

Cari fratelli e sorelle, il presepe è come un piccolo pozzo dal quale attingere la vicinanza di Dio, sorgente della speranza e della gioia. Il presepe è come un Vangelo vivo, un Vangelo domestico. È come il pozzo nella Bibbia, è il luogo dell’incontro, dove portare a Gesù, come hanno fatto i pastori di Betlemme e la gente di Greccio, le attese e le preoccupazioni della vita. Portare a Gesù le attese e le preoccupazioni della vita. Se davanti al presepe affidiamo a Gesù quanto abbiamo a cuore, proveremo anche noi «una gioia grandissima» (Mt 2,10), una gioia che viene proprio dalla contemplazione, dallo spirito di stupore … Andiamo davanti al presepe. 

 Vi accompagni la benedizione di San Francesco a frate Leone:

 

Benedicat tibi Dominus et custodiat te;
ostendat faciem suam tibi et misereatur tui.
Convertat vultum suum ad te et det tibi pacem.
Dominus benedicat te.

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don Pino, assieme con don Filippo, don Samuele, Giusy e il diacono Ugo


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