Rispondere alla Parola di Dio
Si può fare? Ne abbiamo bisogno

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Si può fare? Ne abbiamo bisogno
23 01 2021

Partiamo dalla domanda: che cosa ci può far camminare insieme/uniti, nella vita secondo il Vangelo, come persone, come famiglie e come Comunità Pastorale? 

Risposta ovvia, ma non banale: metterci tutti in ascolto della Parola di Dio. Per l’azione dello Spirito, questo ci unisce ed è capace di sostenerci anche in un tempo di distanziamento e dispersione, come quello che stiamo vivendo da quasi un anno.

Inizia così la proposta di don Pino e della Diaconia che trovate sul Ramo di Mandorlo in distribuzione al termine delle Messe in questo fine settimana, ma che potete anche leggere e scaricare da questo sito semplicemente cliccando QUI.

È una proposta che parte da lontano, dal 30 settembre 2019, con la pubblicazione della Lettera apostolica “Aperuit illis” [Aprì loro (la mente)] nella quale Papa Francesco rimarca che “La relazione tra il Risorto, la comunità dei credenti e la Sacra Scrittura è estremamente vitale per la nostra identità. Senza il Signore che ci introduce è impossibile comprendere in profondità la Sacra Scrittura, ma è altrettanto vero il contrario: senza la Sacra Scrittura restano indecifrabili gli eventi della missione di Gesù e della sua Chiesa nel mondo. Giustamente San Girolamo poteva scrivere: «L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo» (In Is., Prologo: PL 24,17).

Con la stessa lettera il Papa ha anche istituito la domenica della parola di Dio da celebrare la terza domenica del Tempo ordinario che quest’anno cade proprio il 24 febbraio.

Da qui prende lo spunto don Pino per rilanciare la proposta alla Comunità Pastorale.
“Spero – dice don Pino – che questo fascicoletto sia leggibile e comprensibile nel suo intento: vuole chiamare tutta la comunità, che si raduna ogni domenica attorno alla mensa della Parola e dell’Eucarestia,  a prestare attenzione a due aspetti legati e conseguenti:

la centralità della Parola di Dio domenicale, filo conduttore e unificante nella e della Comunità;

la necessità di “ripresa” della Parola che viene annunciata, ossia la necessità del  “dopo”, della nostra risonanza e  “risposta” al Signore che parla al suo popolo. Affinché possiamo permettere alla Parola di compiere la sua corsa in mezzo a noi.

Occorre che ci rendiamo conto che la Parola ci chiama a questo dinamismo e a questo “lavoro”, sempre aperto. Non seguirlo significa non accorgerci che la Parola entra in dialogo con noi perché viviamo dentro questo dialogo.

La Parola non vuole essere un monologo, che dice i suoi insegnamenti e lascia che poi ognuno ci pensi per sé. La Parola attiva un dialogo e cerca una comunità che stia a questo dialogo, accogliendolo e coltivandolo.

Per questo trovate anche qualche proposta concreta di occasioni per sviluppare il dialogo con la Parola”.

Adesso tocca a noi. Leggete con calma il Ramo di Mandorlo. Pensateci (ma non troppo!) e poi contattate don Pino che saprà come togliervi qualsiasi dubbio. Non si può non tentare.


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