Per la tutela dei minori
Centro ascolto in ogni diocesi

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Centro ascolto in ogni diocesi
27 01 2020

«Entro maggio siamo chiamati a comunicare alla Santa Sede l’attivazione di questo nuovo strumento» e lo strumento di cui parla monsignor Lorenzo Ghizzoni, presidente del Servizio nazionale della Cei per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili, è un Centro di ascolto da aprire in ogni diocesi d’Italia guidato da «una persona preparata per accogliere le segnalazioni e le denunce, possibilmente un laico e ancora meglio una donna, in modo da maggiore libertà a chi decide di segnalare e denunciare». Figura, questa, «diversa da quella di chi ha competenza professionale specifica in questi ambiti, come gli psicologi o gli psichiatri, perché deve saper interagire adeguatamente con il tessuto ecclesiale». A disposizione del responsabile del Centro di ascolto, una linea telefonica dedicata per un’assistenza nelle 24 ore, un indirizzo di posta elettronica e «un luogo riservato» dove poter raccogliere le segnalazioni e le denunce.

Nel frattempo «a metà gennaio è stata completata la rete di tutti i referenti diocesani in Italia», ha reso noto mons. Ghizzoni, precisando che questa figura affiancherà il responsabile del centro di ascolto con il compito di «organizzare le attività e gli impegni pastorali in sinergia con tutti gli altri responsabili pastorali che ci sono già, come i preti, i catechisti, gli allenatori e tutti quelli che lavorano nelle parrocchie».

La notizia è stata resa pubblica dallo stesso monsignore durante la conferenza stampa di chiusura del Consiglio permanente della Cei per la presentazione delle prossime iniziative della Chiesa italiana in questo ambito, dopo la pubblicazione delle Linee guida del giugno scorso.

Nel mese di marzo sono in programma tre raduni nazionali – a Roma, Milano e Napoli – per «avviare il lavoro dei referenti diocesani», anche attraverso appositi strumenti formativi. Tra questi, in via di elaborazione ci sono quattro sussidi: «Sugli abusi in generale, sulle buone prassi da introdurre nelle parrocchie a tutela dei minori, sulla comunicazione e uno più interno sulla situazione affettivo-sessuale dei futuri preti e religiosi per migliorare il sistema formativo dei futuri chierici, preti o religiosi».


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