40 anni fa l’ingresso
di Martini a Milano

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di Martini a Milano
09 02 2020

Facendo il suo ingresso a Milano il 10 febbraio di 40 anni fa, Carlo Maria Martini, decise di percorrere a piedi, e con una Bibbia tra le mani, il percorso dal Castello fino al Duomo. E dal pulpito indicò quello che sarebbe stato il suo episcopato: ascolto della parola di Dio, condivisione dei dolori e delle speranze delle persone, dialogo aperto con tutte le anime della città e un’attenzione accogliente delle sfide che i cambiamenti delle condizioni di vita, dei modelli culturali e di quelli sociali ponevano alla chiesa.

Martini a Milano era arrivato inatteso e quasi sconosciuto, senza esperienze di attività pastorali e senza carriere ecclesiastiche alle spalle. Era un biblista ed era rettore della Gregoriana; un professore insomma, che tuttavia – come ricorda Marco Garzonio in un servizio apparso ieri, 9 febbraio, sul Corriere della Sera – “spiazzò tutti, a cominciare dai cattolici. La sua prima lettera pastorale, del settembre 1980, aveva per titolo ‘La dimensione contemplativa della vita’. Era il ‘manifesto’ di un uomo prima ancora che un religioso che invitava a fare silenzio, a riflettere. Per affrontare i problemi occorre andare all’essenziale. Una rivoluzione per la mentalità ambrosiana, fondata sul fare prima che sull’essere”.

In effetti Martini si è trovato ad affrontare due decenni di fine secolo che per Milano sono stati un susseguirsi di eventi e di trasformazioni epocali. Ebbene, Carlo Maria Martini, ordinato cardinale nel 1983, ha avuto la sensibilità di cogliere i cambiamenti, di accompagnarli e, in alcuni casi, di governarne le implicazioni “tanto da diventare – ricorda ancora Marco Garzonio – un punto di riferimento per la città intera, non solo per i cattolici”.

Oggi la Chiesa ambrosiana lo ricorda attraverso le parole dell’Arcivescovo che oggi siede alla cattedra ambrosiana, mons. Mario Delpini: «Il lascito del cardinale Martini – ha dichiarato ieri – si può riassumere nella frase incisa sulla lastra di marmo che ricopre la sua sepoltura in Duomo: la Parola come lampada per i miei passi… Una luce per il cammino del grande biblista divenuto Vescovo, una interpretazione acuta, un messaggio di speranza».

Sulla vita di Cario Maria Martini, sulla sua opera e sul suo insegnamento, potete leggere lo Speciale pubblicato dal sito della Diocesi in questa pagina.


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