Il Ramo di Mandorlo 11/2012

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17 03 2012

«Amando fino alla fine» non vuole essere un lieto fine forzato che cancella la durezza della violenza o la tragedia di una vita spezzata drammaticamente, ma semplicemente dipinge gli ultimi istanti di coloro che, sull’esempio del Maestro, donano la vita, perdonando i loro carnefici.

Ecco perché ogni martirio, dai tempi di Stefano in poi, va riletto sulla filigrana del martirio di Gesù, testimone e rivelatore di un Dio Padre che ama e perdona.

Ecco perché i missionari vengono perseguitati e uccisi, perché portatori di un Vangelo che continua, oggi e da sempre, a capovolgere le logiche umane fondate sull’egoismo e sull’ingiustizia.

Fra le missionarie e i missionari uccisi nel 2011, che ricorderemo sabato prossimo, 24 marzo, con una S. Messa alle ore 9 in Goretti, non dimenticheremo padre Fausto Tentorio, del PIME, ucciso a Mindanao, nelle Filippine, il 17 ottobre.

Tutto nel Ramo di Mandorlo di questa settimana

 

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