Il Ramo di Mandorlo n. 1/2015

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10 01 2015
Leggete l’articolo di apertura di questo primo Ramo di Mandorlo del 2015. Nella sorpresa di un padre che osserva il proprio bambino scherzare e giocare con uno degli ospiti del rifuggo Caritas di via Sammartini durante la cena di Natale, condensa lo spirito vero del Natale; quello ispirato dal Vangelo: condivisione e fraternità
 
Dice quel papà che dovremmo tutti affrontare le prove e le paure quotidiane con più fiducia, più coraggio; cercando di recuperare la curiosità, la spontaneità, l’innato senso di uguaglianza dei bambini. Il “diverso”, vissuto con gli occhi di un bambino, non verrà più percepito come tale e sarà in tal modo, più facilmente, uno di “noi”.  Sarebbe davvero un peccato non provarci, anche perché, oggi più che mai, il confine tra “noi” e “loro” non è affatto così invalicabile. O forse non lo è mai stato.
Provate a pensare al Vangelo di Matteo (18,3): «Se non vi convertirete e non diventerete come bambini, non entrerete nel regno dei cieli». Un bambino si fida senza riflettere. Non può vivere senza fidarsi di chi lo circonda. La sua fiducia non ha nulla di una virtù, è una realtà vitale. Per incontrare Dio, ciò che abbiamo di meglio è il nostro cuore di bambino che è spontaneamente aperto, osa domandare con semplicità, vuole essere amato.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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