Popoli tutti, acclamate
a Dio con grida di gioia

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a Dio con grida di gioia
24 05 2020

Tre figli maschi (Alessandro, Davide e Luca che già si dedica alla chitarra). Sono la famiglia di Enrica e Francesco che sabato sera – dopo un saluto e un abbraccio (virtuale) a tutti i nonni, alle famiglie della comunità e alle persone che sono ancora in isolamento per via del Covid 19 – hanno pregato i salmi con noi, facendoci condurre dal Salmo 47.

È il salmo della festa dell’Ascensioneche stiamo per celebrare:

Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,

3 perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra.

Ha scelto per noi la nostra eredità,
orgoglio di Giacobbe che egli ama.

Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.

Cantate inni a Dio, cantate inni,
cantate inni al nostro re, cantate inni;

perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.

Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo.

10 I capi dei popoli si sono raccolti
con il popolo del Dio di Abramo.
Sì, a Dio appartengono i poteri della terra:
egli è eccelso.

Insieme Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Una breve riflessione:
Ci vogliamo unire a questo salmista nel fare un appello importante e speciale: invitare tutti i popoli ad acclamare il Signore, anzi tutti invitati a battere le mani, ad applaudire con gioia.

Perché il Signore è l’Altissimo, il Dio trascendente che si occupa di noi e della nostra terra ed è terribile. Non vuole dire che è fonte di panico e di minaccia, ma che interviene con impegno e con fedeltà nelle vicende di questo mondo.

Per questo, si mette al nostro servizio con la sua grande regalità. A chi battere le mani se non a Lui? Anche e proprio in questo tempo di coronavirus, una situazione che ci fa pensare da capo la presenza nascosta, ma reale del Dio Altissimo in questo mondo.

Per tutto questo, cantate, cantiamo con arte, ossia con sapienza, per quello che ha fatto e fa per noi, cantiamo con sapienza in questa festa dell’Ascensione di Gesù, perché nel dono della sua Pasqua e del suo innalzamento alla destra del Padre, si compie la bellezza di Giacobbe e la benedizione promessa ad Abramo.

Il salmista, infatti, parla di Giacobbe e della sua bellezza, che è la conversione della sua vita operata dal Signore e ricorda Abramo, chiamato per tutti per essere il portatore della benedizione di Dio in questo mondo.

Noi siamo eredi, destinatari della benedizione di Dio, attraverso Abramo, in Gesù, che il Padre ha fatto salire a sé accolto nella nube.

Torniamo a celebrare insieme l’Eucarestia, con la gioia di questa esultanza, la pace di questo canto, la speranza rinnovata nella benedizione di Dio su tutti i popoli del mondo.


E ora preghiamo, tenendoci per mano, con la preghiera di Gesù, il Padre nostro. E benediciamoci l’un l’altro, nel nome del Signore.

Ci salutiamo… Buona notte a tutte le famiglie e a tutti gli amici, ciao…


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