Cucire la speranza?
Si può, anche a Napoli

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Si può, anche a Napoli
10 04 2018

(a cura di Mario)

Domenica 15 aprile, alle ore 19.30 è in programma il quarto incontro della rassegna “Prendi il libro e mangia!”. Ospite dell’incontro, intitolato Cucire speranza nel quartiere Sanità di Napoli sarà don Antonio Loffredo, parroco della Basilica di Santa Maria e San Severo alla Sanità (Fondazione San Gennaro). 

Le tradizionali cene organizzate dall’Associazione per il Refettorio Ambrosiano, giunte alla terza edizione, quest’anno trattano il tema del Cucire che è da cogliere – nella sua dimensione esistenziale e teologica – come un filo rosso che accompagna e lega i vari testi che verranno proclamati durante le serate. 

Per don Antonio Cucire la speranza si può e si deve. Lui lo ha fatto nel suo Rione Sanità che non è solo un quartiere di Napoli, ne è il cuore autentico. E su questa esperienza ci ha scritto un libro: Noi del Rione Sanità. 

Nella presentazione del volume si ricorda che “qui è nato Totò, qui si è ispirato Eduardo De Filippo per tante commedie. Nei suoi vicoli convivono chiese barocche e case fatiscenti, palazzi nobiliari e bassi scavati nel tufo. 

“E il suo parroco, è molto più di un semplice prete. È un uomo di chiesa, ma anche d’azione, coraggioso e ostinato come pochi. Che intorno a sé sa vedere non solo povertà, ma una ricchezza nascosta. 

“Nasce così una straordinaria sfida: risvegliare le coscienze dei giovani che crescono in quelle strade per trasformare il ghetto in un polo d’attrazione per tutta la città, anzi, in una zona capace di richiamare, grazie alle sue bellezze architettoniche, migliaia di turisti dando in tal modo ai suoi abitanti un lavoro e un futuro. 

“Con un entusiasmo contagioso «don Antò» sprona i suoi ragazzi a organizzarsi in cooperative e, nonostante infiniti ostacoli, ottiene successi importanti e insperati. Come recuperare l’antica basilica di San Gennaro Fuori le Mura; inaugurare in un ex convento uno splendido bed & breakfast; aprire al pubblico le magnifiche catacombe di San Gennaro e San Gaudioso. 

“Così, da facile preda del degrado sociale e della camorra, in pochi anni il Rione è diventato un modello di imprenditoria sana, solidale e sostenibile. E oggi nel quartiere dove fino a ieri l’abbandono scolastico era la norma e gli espedienti una regola di sopravvivenza, i bambini crescono con una nuova consapevolezza: studiano, fanno teatro, suonano in un’orchestra, la Sanitansamble. 

“Una rinascita nel segno della fede, dell’arte e di una cultura millenaria, alimentata dalle sue energie più vitali: i ragazzi della Sanità, che insieme a don Antonio hanno riconquistato il proprio quartiere, riscrivendo finalmente il proprio futuro”.

Ingresso libero, previa prenotazione, sino a esaurimento posti.

Per iscriversi: iscrizioni@perilrefettorio.it

tel 380 8922240 (dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 19)


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