L’Imam Izzedin: “Dio creatore
clemente e misericordioso”

News > Archivio > Appuntamenti > L’Imam Izzedin: “Dio creatore
clemente e misericordioso”
04 03 2018

(a cura di Lidia B)
Venerdì 2 marzo si è svolto il secondo dei vespri quaresimali musicali ecumenici ed interreligiosi con la presenza dell’Imam di Firenze Elzir Izzedin (il suo nome significa “la fierezza della fede”).

Dopo il rito della luce, la lettura del salmo 42 da parte della pastora Dorothèe Mack, della sura II per voce dell’Imam e l’ascolto dei brani musicali proposti dall’Ensemble classico barocco, l’Imam ha esposto la sua meditazione, partendo dalla domanda “Chi è il tuo Dio?” che fa da filo conduttore ai vespri quaresimali di quest’anno.

L’imam ha esordito dicendo che Dio è uno per tutti, ma che ogni fede ha la sua ricchezza e la sua specificità che non vanno cancellate. Dio è sicuramente buono e vuole la pace e noi con la nostra responsabilità dobbiamo fare la pace. Dio ha un volto che noi però non possiamo immaginare, ma che vedremo dopo il giorno del giudizio. Il volto di Dio è rivelato dal Corano e in coloro che hanno fame, sete e sono bisognosi d’aiuto

Dio non ha bisogno delle nostre preghiere e dei nostri digiuni ma noi lo facciamo per ringraziarlo del dono della vita e del creato. Nella preghiera siamo in dialogo con Lui.

Dio è l’assoluto, non generato e nessuno è uguale a lui. E’ provvedente e misericordioso e chiede a noi di comprendere il suo amore, la sua clemenza, la sua unicità e soprattutto di vivere i suoi appellativi. Dio ci ha creati liberi e noi dobbiamo essere umili e riconoscere i suoi doni.

Chi non segue  la strada del Signore va comunque rispettato perché la fede è un dono. Dio ci chiede di essere responsabili secondo le nostre capacità, non ci chiede di prendere pesi superiori alle nostre forze.

Non si può attribuire  la violenza a una fede religiosa perché la religione è fatta per vivere meglio insieme.

L’Imam Izzedin ha concluso dicendo che il suo Dio è creatore clemente e misericordioso, che accetta tutti  coloro che tornano sulla retta via verso di Lui.

Dopo la meditazione il vespro si è concluso con i canti proposti dal coro della Comunità pastorale e con il saluto di benedizione proclamato insieme dalla pastora Dorothèe, dall’Imam e da don Giuliano.

Poi cena povera, ma il refettorio ambrosiano ci stupisce sempre con piatti che è  difficile definire “poveri”!

Conclusa la cena si avvia il dialogo con l’Imam Izzedin. Racconta la sua esperienza di musulmano nato a Ebron, ma cresciuto in famiglia e nella scuola coranica con il rispetto dell’altro e venuto il Italia a 19 anni. Questo gli ha permesso di conoscere e vivere due culture.

Ed è proprio sul dialogo interreligioso che vertono le domande rivolte all’imam. Egli afferma che spesso si ha paura  del dialogo perché si ha paura di perdere la propria fede. Certo per affrontare il dialogo occorre riflettere e meditare sul proprio credo. Occorre soprattutto non giudicare l’altro, ma ascoltare le ragioni dell’altro per comprendere meglio la realtà. Bisogna trasmettere la propria fede non con arroganza ma con la testimonianza.
Tutti dicono di amare il prossimo ma lo mettiamo in pratica?
L’uguaglianza non deve cancellare la diversità e la diversità va rispettata, non tollerata.

L’Imam afferma che il dialogo interreligioso c’è e non è piu solo un discorso teorico ad alti livelli. Il dialogo è il mezzo che può funzionare e proprio nella crisi non si devono costruire “ghetti mentali” ma creare ulteriori spazi di dialogo in spazi di libertà.

 


CONDIVIDI!