Intervento dell’Arcivescovo
in Consiglio Comunale

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12 02 2019

L’Arcivescovo di Milano in Consiglio Comunale. Ieri l’incontro, su invito del presidente del Consiglio stesso, Lamberto Bertolè, e il suo intervento è stato molto apprezzato dal sindaco Sala e da nove capigruppo, concordi sull’importanza dei temi presentati. Che poi sono i temi portanti del suo discorso alla città del 6 dicembre: Europa e Mediterraneo, centralità della famiglia, bene comune, definizione di cosa sia questo bene e le strade da percorrere con l’arte del buon vicinato e l’alleanza tra le istituzioni.

Potete leggere il suo intervento integrale, cliccando QUI.

La risposta del sindaco Sala parte dal ringraziamento “per la disponibilità, dichiarato e dimostrata, a una collaborazione fattiva e di dialogo tra Istituzioni per arrivare, insieme, a determinare nuovi percorsi di crescita e di equità che a volte sembrano essersi smarriti per strada. Abbiamo bisogno del suo aiuto. Grazie per il suo richiamo a una Milano che, se pur detiene un primato riconosciuto nel nostro Paese è, al pari delle grandi città del mondo, a fare i conti con elementi di disuguaglianza e di sofferenza che ci devono vedere tutti impegnati nel loro superamento. Non riusciamo a venirne fuori perché, in molti, ci ostiniamo a rimettere continuamente insieme pezzi di sistemi compromessi nella loro versione di ieri negandoci spesso la possibilità, la libertà e anche il dovere di “pensare” e di creare un nuovo modello di convivenza”.

Ed ecco da dove partire, elenca Sala: «Lo sguardo al futuro deve vederci sempre più tesi a trovare la strada da percorrere insieme. O siamo disposti a far questo oppure questa città è destinata a fare a meno di una mediazione e di una riflessione politica che ha sempre caratterizzato la storia di Milano. In un pianeta talmente interconnesso da fare dell’informazione la sua materia prima, la politica, o reagisce o è destinata a veder tramontare la sua rilevanza».

“Poi l’accoglienza, come categoria generale, non è per la milanesità solo un affare di buon cuore e di buon sentimento, ma uno stile organizzato di integrazione che rifugge dalla miscela di principi retorici e di accomodamenti furbi, e si alimenta soprattutto ad una testimonianza fattiva»;  di qui l’invito alla collaborazione tra le Istituzioni, come opportunità preziosa e non rimandabile.

Non manca l’attenzione per i deboli, «tanto più in un momento in cui la città vive, e deve continuare a farlo, un suo momento di crescita e di brillantezza». E il sindaco conclude: «Siamo liberi e ambiziosi curando e lenendo le nostre ferite e non disgiungendo mai crescita e solidarietà. E proprio qui potremo far spuntare il fiore di un futuro più giusto e più equo».

Per una cronaca puntuale leggete il servizio di Annamaria Braccini sul sito della Diocesi


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