Don Giuliano direttore nazionale
per ecumenismo e dialogo Cei

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27 09 2018

A servizio per una Chiesa ecumenica e dialogica.

Cara Comunità Pastorale Giovanni Paolo II,
senza troppi giri di parole vi comunico che il Consiglio Permanente della CEI, riunitosi il 24-26 Settembre 2018, mi ha nominato Direttore dell’Ufficio Nazionale per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della Conferenza Episcopale Italiana (UNEDI).

Quando mi è stata chiesta la disponibilità ad accogliere questo Servizio per la Chiesa Italiana ho riconosciuto in essa l’esperienza di fede e di azione pastorale che stiamo vivendo, cioè di una Chiesa che è chiamata ad abitare questo nostro tempo, imparando, con l’ascolto quotidiano delle Scritture, a riconoscere nei segni dei tempi le tracce del Suo Maestro e Signore. Il suo modo di stare in mezzo noi. Il Suo stile. La Sua accorata preghiera: che siano una cosa sola, perché il mondo creda! (Gv 17). Fu proprio la lettura integrale della capitolo 17 di Giovanni, la preghiera di Gesù nel Getzemani, il Vangelo che scelsi per la prima Messa che celebrai nel 1987.

Il Refettorio Ambrosiano, l’Associazione per il refettorio, la Palazzina solidale Oikos, l’ospitalità della Chiesa Ortodossa Copta, tutte realtà poste negli immobili delle nostre strutture parrocchiali, come anche la Scuola sant’Anna e l’Associazione musicale Flûte Harmonique, dicono questo! La formazione ecumenica e interreligiosa che in questi anni ha contagiato il nostro vissuto condizionandone lo stile di vita, a partire dalle famiglie dell’Iniziazione Cristiana, è quell’aggiornamento continuo e costante che lo Spirito del Signore ci chiede per stare al passo coi tempi, perché la corsa del Vangelo non si è ancora conclusa; anzi!

La chiamata ad essere una Comunità aperta che abita tra la gente multietnica e mutlireligiosa del nostro territorio, in questa benedetta città di Milano, è una sfida che orienta la nostra azione pastorale, proprio come il nostro Arcivescovo Mario ci ha scritto: “Cresce lungo il cammino il suo vigore”.

Il cammino non ci ha logorato, il cammino ha accresciuto in noi il vigore nella gioia del Signore, gaudete et exsultate!, desiderando e cercando di essere come Lui ci vuole. Come scriveva Arturo Paoli: camminando s’apre cammino. Il Signore, camminando, ci fa conoscere i sentieri di vita e ci colma di gioia con il suo volto (At 2,28, Sl 15,11). E questo continuiamo a farlo insieme, ricordandoci che i primi cristiani venivano chiamati quelli della VIA.

Questo nuovo incarico non mi toglie la gioia di essere parroco in mezzo a voi, anzi l’avvalora ancor di più. Un grazie di cuore a don Stefano e a Giuseppina che mi sono vicini, ed ora anche don Luciano che dal Brasile si trova in mezzo a noi per completare gli studi teologici. GRAZIE a tutte le sorelle e i fratelli impegnatI nel servizio dei vari settori della Comunità Pastorale, ai cari ammalati e alle persone che soffrono, in primis, i poveri che ci richiamano alla fedeltà della nostra vocazione.

Stiamo uniti in Lui nella preghiera che nasce dall’ascolto attento delle Scritture, così come gli Apostoli ci hanno insegnato e trasmesso.
Con stima e riconoscenza
donG
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Leggi la notizia data dal sito della Diocesi Ambrosiana

QUI un’intervista a don Giuliano sull’esperienza del Refettorio.

Famiglia Cristiana sull’incontro copti-cattolici a Greco


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