Con il cuore in mano

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08 10 2017

(a cura di don Giuliano Savina)
Letture rito Ambrosiano: Gb 1,13-21; Sal 16; 2Tm 2,6-15; Lc 17,7-10

 

Un giorno accadde che … Gb 1,13

 

Uno dietro l’altro, quattro messaggeri raggiungono Giobbe portando notizie che non sono confortanti, anzi tutt’altro …

Anch’io, a partire dallo scorso mese di maggio, sono stato raggiunto da messaggeri. Ciò che è accaduto a Giobbe mi aiuta a trovare il linguaggio giusto per poter condividere con voi i messaggi che mi sono giunti, perché chiamano in causa la Comunità Pastorale …

La prima notizia è che don Tiago, che avrebbe dovuto sostituire don Rodrigo, è già ritornato a casa ….

La seconda notizia è la situazione economica e finanziaria di Greco

La terza notizia è la situazione economica e finanziaria di Goretti

La quarta notizia è il futuro della parrocchia di Goretti e della parrocchia di Greco a questa situazione

Di messaggero in messaggero Giobbe veniva a conoscenza di una situazione che avrebbe cambiato radicalmente la sua vita. Prima il furto degli animali, poi il fulmine sul gregge, poi i cammelli e insieme, di disgrazia in disgrazia, l’omicidio dei guardiani (sono scampato solo io che ti racconto questo!) e alla fine anche una tromba d’aria proveniente dal deserto che distrugge la casa con dentro i figli e le figlie di Giobbe … sembra che natura e cattiveria umana si siano alleate per metterlo alla prova privandolo dei beni e degli affetti più cari.

Giobbe fa i conti con la realtà, nuda e cruda,  e dentro questa situazione compie un percorso tortuoso di fede.

Questo stesso esercizio voglio fare insieme a voi, oggi, riprendendo l’icona dei quattro messaggeri. Quattro messaggi che toccano la nostra vita comunitaria, le nostre abitudini ed anche i nostri desideri e prospettive … chiedo a Giobbe di starci vicino in questo momento come amico e compagno di viaggio …

Con il ritorno (prima notizia) prematuro di don Tiago in Brasile, cambiano tante cose nella nostra comunità, per esempio a Goretti non c’è più la messa delle nove alla domenica. Per il momento proviamo a tenere con le messe feriali quotidiane in entrambi le chiese, ma dipende quanto io e don Stefano riusciamo a reggere il ritmo di vita milanese nella sua normale routine quotidiana. Appunto normale, ma che normale non è più.

Si sono accorti i parrocchiani di Goretti e di Greco che ci sono solo due preti? Vi confido che la mia risposta è no! Eccetto qualcuno. E questo lo si capisce nelle forme, anche lamentose, di chi non vuole accorgersi che non ci sono più le forze.

La richiesta della messa feriale delle 18, la richiesta/pretesa di alcuni servizi che non possono più esserci perché come delle trottole passiamo da una chiesa all’altra, anche con alcune umiliazioni che posso sopportare pazientemente come purificazione della vita, ma non per la verità del loro contenuto. Se i padri passionisti hanno deciso di chiudere la casa di Milano rimettendo tutto nelle mani del Vescovo diocesano, forse non è chiaro cosa vuol dire portare avanti un ritmo di vita di due parrocchie con due preti anziché cinque. Ho l’impressione reale che i parrocchiani non vogliono capire ed accettare che siamo solo in due preti su due parrocchie e che questo merita rispetto e sostegno. È iniziato, da mo’, un processo che cambia il modo di essere Chiesa di Dio oggi e le linee lungimiranti e profetiche del Concilio Vaticano II chiedono di essere più che mai realizzate. MA, a quanto pare, le insidie e gli ostacoli, dentro la Chiesa, sono ancora tanti.

Seconda notizia è la situazione economico finanziaria di Greco che, a causa di ciò che ho trovato tredici anni fa, si porta dietro il peso di un debito pesante. C’è da dire, però, che da cinque anni ad oggi c’è stato un cambiamento di tendenza.

Prima c’era una barca che non solo faceva acqua da tutte le parti, anzi! si stava per sfasciare in mare aperto. Ora la barca non fa più acqua perché ha trovato una nuova dignità (tutti gli immobili sono stati rifatti e rimessi a nuovo: cadeva tutto!), cosa voglio dire

  • Si riesce a sostenere il mutuo di 800.000 euro ed ora a 550.000;
  • Si riescono a pagare le tasse che annualmente superano i 15.000 euro;
  • Si riesce a mala pena a sostenere le manutenzioni ordinarie (a volte occorre rinunciare!),
  • MA non si riesce ad abbassare il debito che, dalla situazione che ho trovato tredici anni fa, si è inevitabilmente creato.

È bene qui sottolineare che la parrocchia di Greco oggi si trova (andando a ritroso):

  • il vecchio teatro rifatto a nuovo, il Refettorio Ambrosiano con le opere d’arte, l’immobile è e rimane della Parrocchia, è stato stipulato un diritto di superficie oneroso per trent’anni alla Caritas Ambrosiana. Questo ha permesso alla Parrocchia non solo di riavere un suo bene rimesso a nuovo a spese della Caritas, ma anche 300.000 euro per diminuire il debito in quel momento di una esposizione di 1.800.000, 00 euro.
  • L’immobile tra la casa canonica e il nido e scuola dell’infanzia sant’Anna, oggi chiamata palazzina solidale Oikos. Il Consorzio Oikos ha ristrutturato mettendoci  1.350.000, 00, grazie a un diritto di superficie gratuito per trent’anni. Questo immobile ora è nuovo ed è e rimane della parrocchia.
  • L’asilo e la Scuola materna sant’Anna, grazie ad una donazione di 1500000,00 (non di Greco) che ha coperto il 90%  delle spese, è stato totalmente rimesso a nuovo!
  • La Curia stessa ha permesso/deciso con ben cinque step (distribuiti nel tempo di tredici anni), che la Parrocchia di Greco potesse godere dell’agevolazione dell’ 8% degli oneri fiscali del Comune di Milano per compiere opere di ristrutturazione del tetto della chiesa, della canonica (eccetto l’appartamento del parroco), delle facciate della chiesa, del campanile e del portone d’ingresso: quindi 900; 600; 250; 100 e 100.000, 00 (=1.950.000,00).
  • La parrocchia di sant’Ambrogio con 50.000, 00 e la parrocchia di san Giorgio di via Torino con 10.000,00 hanno contribuito, una tredici anni fa e l’altra 8 anni fa, per abbassare il forte debito che si era inevitabilmente venuto a  creare in questo momento.

Greco è stato visitato veramente dalla Provvidenza e di questo i parrocchiani di Greco ne devono essere coscienti e riconoscenti per sempre!

Insieme a questo la mia stima, la mia gratitudine e la mia riconoscenza ai cosiddetti Gedeoni, un’operazione che è partita dieci anni fa per affrontare il grande macinio del debito che la storia di Greco si è presa su di sé. Ad oggi sono circa 100 Gedeoni di cui 40 fedeli e il resto occasionali (ma non troppo occasionali) che permettono di sostenere il mutuo, che non ha mai avuto una battuta di arresto, e la maggior parte delle spese ordinarie che permettono di vivere: ricordo che per tre anni il riscaldamento durante l’inverno non è stato acceso per mancanza di soldi.

Ma la situazione ordinaria non permette alla parrocchia se non di boccheggiare, non perché la parrocchia non dà, ma perché il debito è enorme ed occorre da una parte sostenere l’opera dei Gedeoni, ma dall’altra evidenziare che la Parrocchia di Greco è composta da più di 100 persone che non devono e non possono essere lasciate sole. Oggi siamo ad un passaggio delicatissimo perché l’Ufficio Amministrativo della Curia mi chiede insistentemente, dal mese di Maggio, di non presentare per il 2018 la richiesta di scoperto di 750000,00 e di dare un significativo segno perché da sette anni il Fido è fermo a quella cifra e non va bene!

 

Terza notizia. La situazione economico finanziaria della parrocchia di Goretti.

Otto anni fa io e don Stefano (2010) arriviamo a Goretti e troviamo un debito di 50.000, 00 che dobbiamo restituire ai Passionisti che li avevano anticipati. Finanziariamente Goretti era abituata, al termine di ogni anno, di trovare nelle casse dai 40 ai 50 mila euro, quindi la situazione sembrava essere sostanzialmente positiva con la prospettiva di un futuro che lasciava abbastanza sereni.

Di fatto, però (nel pieno della crisi economica che ha investito l’Italia e l’Europa), con la rottura della caldaia è iniziato un processo di ristrutturazione straordinaria per tutti gli immobili di Goretti.

Negli ultimi sette anni sono accadute queste cose:

  • Il tutto è partito da un’operazione decisa ancora dai passionisti e non realizzata,  quello di abbattimento delle barriere architettoniche che avevano già ottenuto con permesso dell’Ufficio Amministrativo della Curia l’agevolazione dell’8% degli oneri fiscali del Comune di Milano di 70.000 euro, ma la realizzazione ne ha richiesti 140.000, 00. Concretamente è l’ascensore che permette di raggiungere gli uffici parrocchiali e di scendere nel salone sotto la chiesa.
  • Poi si è rotta la Caldaia, nel senso che è morta. L’operazione finanziaria per la nuova caldaia non può godere dell’agevolazione dell’8% . La nuova caldaia con la sua pressione ha fatto saltare le condotte che introducevano nella casa canonica: quindi i costi sono lievitati ed in più c’è da aggiungere che la sostituzione della cisterna del petrolio (siamo passati al gas metano!), ha avuto delle peripezie incredibili e costose  a causa del terreno contaminato.
  • Poi è iniziato a piovere in chiesa e quindi il rifacimento del tetto. Questo, sì, rientra nell’agevolazione dell’8% degli oneri fiscali del Comune di Milano, ma non dobbiamo dimenticare che i professionisti non rientrano nell’agevolazione.
  • Ed ora stiamo per mettere mano all’impianto elettrico con un’operazione di valutazione generale per essere immediatamente operativi per la chiesa e poi, a lotti, per tutto il resto che deve essere fatto.

La situazione è tale per cui oggi con la banca siamo scoperti per 250.000, 00 e le raccolte ordinarie non permettono di galleggiare, alla fine dell’anno dopo che abbiamo pagato tutti i fornitori e le varie commesse (comprese le tasse!) ci troviamo in cassa scarsi 23000 dai 29 di qualche hanno fa, e dai 40/50 di prima.

Da qui si capisce che la prospettiva non è rosea, anzi tutt’altro (23000 a fronte di 250000) …. e di questo i parrocchiani di Goretti devono rendersene conto ed avere chiara coscienza e decidere di affrontarla.

Gli immobili di Goretti avranno nei prossimi anni l’urgenza e la necessità di ristrutturazioni grosse, tre esempi dopo aver già detto dell’impianto elettrico:

  • il portone della chiesa è marcio (quando uscite guardate con attenzione), quello centrale non si riesce più ad aprire del tutto e per fortuna che con una sola porta aperta passa una bara
  • l’intelaiatura dei vetroni in alto, all’esterno, è marcia. I vetri non sono a norma perché non sono infrangibili!
  • le vetrate sono a rischio e se non si interviene non solo si autodistruggono, ma perdiamo un bene di valore (sono di Trento Longaretti).

 

La Quarta notizia è il futuro della parrocchia di Goretti e della parrocchia di Greco in questa situazione

Anzitutto alcune notizie che contrastano quelle false:

  • Le casse sono due, come due sono i Consigli per gli affari economici. I soldi di Goretti sono e rimangono a Goretti. Quelli di Greco a Greco.
  • Quello che l’Associazione per il Refettorio Ambrosiano, attraverso le iniziative che propone, raccoglie, da statuto!, sono per la Caritas Ambrosiana perché il refettorio possa continuare a vivere. Quando si mangia al Refettorio è vero che si cucina l’eccedenza del cibo ma lì ci sono 5 operatori stipendiati e regolarmente assunti: dalle cuoche che cucinano a quelli incaricati dell’accoglienza e della gestione, prendendosi cura anche dei quasi 100 volontari.
  • (per i Gorettiani) Non c’è nessun progetto o mandato dato a don Giuliano di chiudere Goretti. Io non sono il parroco di Greco, io sono il parroco di Goretti e di Greco. E do la mia vita per la Comunità di Goretti e per la Comunità di Greco. Se a Greco il Vescovo mi ha mandato 13 anni fa e li abito e a Goretti mi ha mandato insieme a don Stefano 8 anni fa perché i passionisti hanno chiuso e il vescovo ci ha detto che uno deve abitare a Goretti e l’altro a Greco: questa è storia! E don Stefano è il vicario parrocchiale di Goretti e di Greco. La storia va letta nella sua fattualità e verità.
  • Se mi prendo cura dell’iniziazione cristiana (200 famiglie circa) e al sabato e alla domenica sono impegnato per la formazione può capitare che in alcune domeniche io non celebri a Goretti alle 10:30  e cosi  a Greco alle 11:30:  sto guidando i gruppi e non sono presente in quegli orari non perché non voglio andare più a Goretti o a Greco.
  • La parrocchia è dei parrocchiani e sono i parrocchiani che si devono prendere cura dei loro immobili se ci tengono. Il Vaticano, la CEI, la Curia di Milano non danno i soldi per i beni delle parrocchie, e, dico di più, meno male che c’è la Curia altrimenti lo scoperto di Greco di 750.000 e di Goretti di 250.000 come potrebbero essere aperti?
  • (per i grechesi) Vorrei ricordare ai parrocchiani di Greco che la ristrutturazione degli immobili (Refettorio, palazzina solidale e nido/scuola d’Infanzia) è stata realizzata con fondi che non vengono dalle casse dei Grechesi, ma da donatori che non sono di Greco. La notizia  ‘se don Giuliano ha voluto fare le ristrutturazioni e adesso non ha i soldi doveva pensarci prima’ è falsa, perversa e peccaminosa. Don Giuliano, grazie alla Provvidenza, ha trovato benefattori che, risultando a loro credibile e meritevole di fiducia, si sono impegnati donando i loro beni.
  • I Grechesi intendono restituire quello che hanno ricevuto o vogliono lasciare il peso solo sulle spalle di un centinaio persone? Se si usano i soldi di un ipotetico benefattore per pagare la vita quotidiana non va bene, e il benefattore non li darà più.

Se Greco e Goretti non riusciranno a raccogliere i soldi per la vita quotidiana è un brutto segno perché ti domandi se i parrocchiani vogliono o non vogliono la parrocchia?! Queste spese devono rientrare nell’economia domestica dei parrocchiani: l’offertorio non è un optional è un segno di restituzione e di coinvolgimento della propria vita. Il libro degli Atti è chiaro nel lasciarci l’indicazione della prima comunità: mettevano i loro beni in comune (At 2,44).

Non voglio tediarvi, … ma è importante che io dica queste cose perché siamo in un mondo e in un tempo che vive sulle emozioni e sui sentimenti che condizionano fortemente le nostre scelte, anche quelle economiche. La gente dà, là dove è toccata, e se non è toccata rischia di dimenticarsi la verità e la storia, compiendo anche disastri. Certe notizie false generano anche un orientamento di tendenza che disamorano e allontanano, e soprattutto non aiutano. E chi è più fragile e soggetto a tutto questo, rischia di seguire un’onda falsa e menzognera che deve essere combattuta con tutte le forze. Soprattutto il più fragile rischia di non voler impegnarsi perché si sente sfiduciato, confuso e disorientato. Occhio a non scandalizzare chi è ‘piccolo’ tra noi!

Quello che è accaduto a Greco con il rinnovo degli immobili può accadere anche a Goretti, una Comunità che con il rinnovo degli immobili ha riscoperto la gioia di essere in missione prendendosi cura della vita e delle fragilità della vita in tutti i suoi aspetti . Questa pastorale sta introducendo un linguaggio nuovo che coinvolge tutti anche gli abitanti del quartiere. Una Comunità che si pone come sale e luce, che dà il giusto sapore e il giusto gusto della vita perché desidera e cerca di fare quello che vuole Gesù Signore Figlio di Dio; una Comunità capace di illuminare  perché indica la rotta e punta sui nuovi orizzonti che stanno già abitando nei nostri quartieri. Un Comunità ospitale perché ospitante, ospitante perché ospitata, ospitata perché vive la dignità e la precarietà dell’ospite. Non lasciamoci rubare il Vangelo che vive in mezzo a noi!

Tutto questo meriterebbe ora di trovare anche il tempo delle vostre domande per poter rispondere e spiegare e giustificare le cose dette. Proprio per questo vi annuncio una assemblea pubblica che convochiamo giovedì 12 ottobre alle ore 21 nel salone sotto la chiesa di Goretti. Spero che siate in tanti perché il momento è veramente delicato e richiede da parte di tutti un coinvolgimento di responsabilità.

Abbiamo ascoltato dalla proclamazione del Vangelo di oggi:

Cosa dirà il padrone al contadino rientrato dal lavoro: siediti e mangia con me? O non gli dirà piuttosto: preparami da mangiare, servimi e poi mangerai anche tu.  …. Siamo servi inutili! Abbiamo fatto quando dovevamo fare …

Questo è il vangelo che Gesù ci dona oggi. Questa è la buona notizia: quello di essere servi come Lui si è fatto servo prendendo su di sé il peso di molti, facendosi peccato, nonostante la sua innocenza, per liberarci e salvarci dalla morte.

Voglio proporre all’attenzione di tutti il desiderio di andare dall’arcivescovo Mario dopo  Natale con in mano due cartellette: una di Goretti e una di Greco con dentro l’adesione/le firme (nome  cognome indirizzo codice fiscale) di tutti i parrocchiani di Goretti e di Greco che si impegnano a costituire una realtà associativa che permetta nei prossimi anni con la sola firma del 5×1000 di sostenere l’economia e la finanza della parrocchia di Goretti e di Greco.

Care sorelle e cari fratelli decidete oggi chi volete Servire (Gs 24). Decidete oggi se volete investire i vostri beni perché i beni della parrocchia di Goretti e della parrocchia di Greco possano rimanere a disposizione dei cristiani.

Voi oggi con le vostre scelte decidete il vostro futuro! È importante che io vi dica questo! E possiate, a partire da quello che avete ricevuto in questi anni dalla Provvidenza, fare considerazioni serie che vi impegnano in un scelta determinata e decisiva per il futuro di queste Comunità.

Il Vescovo deve sapere se a Goretti e a Greco ci sono almeno 1000 parrocchiani per parrocchia che si prendono cura di questi immobili: strumenti per l’annuncio e la missione della chiesa in questi quartieri.

La mia responsabilità di pastore e di amministratore mi muove, con tutta la forza che posso, per dirvi questo. La due forme associative (che chiamo ciascuna SICHEM GORETTI E SICHEM GRECO) dicono che il futuro non si può improvvisare, ma va programmato con determinazione e coraggio, occorre investire.

L’offertorio deve diventare sempre più significativo. Dobbiamo restituire quello che abbiamo ricevuto perché è una questione di giustizia.


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