Arrivi e partenze

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04 07 2017

(a cura di Bianca A.) Una messa  davvero speciale quella delle ore 11 di domenica 2 luglio in S. Martino, speciale non per il suo significato intrinseco che è immutabile, quanto perché celebrata, per l’ultima volta nel suo ormai perfetto italiano, da don Rodrigo che ha condiviso per tre anni la nostra realtà italiana, milanese, grechese.
Subito dopo, il gioioso pranzo, come siamo ormai abituati a fare, in cui ciascuno porta qualcosa, ma assaggia e apprezza quello e quanto l’altro ha messo su una tavola a disposizione di tutti.
Ma domenica, a disposizione di tutti, era don Rodrigo, a poche ore dalla sua definitiva partenza per il Brasile.
Dire che cosa si prova quando se ne va chi è stato uno dei punti di riferimento, l’anello di una lunga catena di istanti vissuti insieme fino in fondo, l’amico che, in punta di piedi, ha saputo far coincidere con semplicità il senso della vita con ciò che accade, è difficile, ma dovremmo aver imparato proprio da lui, attraverso il suo modo di essere, che per ogni cosa c’è il suo momento, che la vita, come l’acqua, va dove vuole e che è importante mettere a frutto i doni che già si hanno.
Penso che perciò sia doveroso dire grazie a don Rodrigo e conservare il ricordo del suo garbo, dei suoi toni sommessi e di tutte quelle cose che con lui abbiamo vissuto momento per momento, perché il potere della memoria e dei ricordi regolano la nostra vita.
Don Giuliano ha proposto l’idea straordinaria di un viaggio in Brasile. Pensiamoci, io sono già pronta.
Intanto però accogliamo don Tiago che domenica era forse un po’ emozionato nel sentirsi immerso in una nuova realtà, lontano da casa. Ma la casa può essere un affetto, un ricordo, la fede e anche una comunità gioiosamente curiosa, perché incontrarsi e separarsi fa parte della vita che si dà e che prende.


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